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Ticino
Storia di una colpa di nessuno
Redazione
16 anni fa
Da 5 mesi la famiglia di un ragazzo in sedia a rotelle attende dal Cantone l’ok per la costruzione di un montascala esterno

Farsi strada nella burocrazia a volte è più faticoso che salire 40 scalini! Lo sa bene una famiglia di Lugano. Il figlio di 12 anni è in sedia a rotelle per una malattia degenerativa. Da solo non può raggiungere casa. Ci sono 40 scalini che da solo non può percorrere. Ecco perché i genitori hanno deciso di costruire un montascala esterno. Hanno presentato una domanda di costruzione. A gennaio il municipio di Lugano ha dato l’ok. Il Cantone invece dopo cinque mesi non ha ancora rilasciato la licenza. “La colpa non è del Cantone, ci spiega il responsabile delle barriere architettoniche per la FTIA, la federazione ticinese integrazione andicap, Luca Bertoni. Il Cantone ha le mani legate, non fa altro che seguire la prassi che rimanda alla legge federale. Una legge che richiede una miriade di documenti, di dati, di cifre che rende davvero ardua l’ottenimento della licenza”. La colpa è di nessuno, ma a farne le spese intanto è il ragazzo. La FTIA da tempo deve fare i conti con queste lungaggini: “Nel caso specifico il ragazzo attende ormai da 5 mesi l’ok del Cantone, ci ha spiegato Luca Bertoni. Dopo 4 mesi, la sezione della mobilità che si occupa di rilasciare il permesso ha comunicato alla famiglia che mancava della documentazione. È davvero scoraggiante. Prima del 2007 ci voleva al massimo uno due mesi per ottenere la licenza e costruire un montascala esterno, poi con l’introduzione della “Legge federale sugli impianti a fune adibiti al trasporto di persone” le cose sono cambiate. Emblematico il caso di un anziano che ha ottenuto il permesso per la costruzione di un montascala un giorno prima di morire. Tardi direi…”. Secondo la FTIA le soluzioni sono due. O si snellisce la legge, oppure prima si costruisce e poi si presenta in sanatoria la domanda di costruzione. “In ogni caso, non è tollerabile che i disabili debbano attendere tanto”, ci spiega Luca Bertoni. [email protected]

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