Cerca e trova immobili
Ticino
"Storia delle religioni" piace
Redazione
14 anni fa
Alle medie chi segue “storia delle religioni” ottiene risultati migliori rispetto agli allievi che seguono i corsi di "religione cattolica"

È entrato nel terzo ed ultimo anno di sperimentazione l’insegnamento di “storia delle religioni” introdotto in sei sedi di scuola media nelle classi di terza e quarta. In tre sedi come insegnamento obbligatorio (Bellinzona 2, Riva san Vitale e Tesserete) e nelle altre tre (Minusio, Biasca e Lugano-Besso) offerto in alternativa all’ora di religione cattolica o evangelica. L’apposita Commissione istituita dal Dipartimento per seguire e valutare la sperimentazione si è riunita giovedì 4 ottobre scorso a Bellinzona ed ha esaminato due rapporti di bilancio intermedio. Il primo redatto dal professor Pasquale Genasci, esperto di storia nella scuola media, che accompagna il lavoro dei docenti di “storia delle religioni” e il secondo allestito dal professor Marcello Ostinelli, responsabile del Centro di competenza Scuola e società del DFA-SUPSI e da Francesco Galetta, collaboratore del Centro, che illustra i risultati intermedi dopo due anni di sperimentazione. Il rapporto di Genasci descrive le attività svolte con gli insegnanti: visite regolari nelle classi, consulenza per la preparazione dei materiali didattici e incontri di bilancio con i docenti. L’esito è positivo in quanto i docenti hanno acquisito maggiore sicurezza nella gestione della classe e collaborano, all’interno della sede, con gli altri docenti e nell’ambito della sperimentazione, con i propri colleghi. Il Dipartimento Formazione e Apprendimento (DFA), in collaborazione con gli esperti di materia (storia, religione cattolica e religione evangelica) ha preparato e sottoposto una prova agli allievi di IV media delle 6 sedi coinvolte nella sperimentazione e a un ulteriore gruppo di controllo. Alla prova hanno partecipato gli allievi di IV media che hanno frequentato nell’anno scolastico 2011/2012 i corsi di storia delle religioni (319 allievi), religione cattolica (121 allievi) e religione evangelica (7 allievi) e un gruppo di controllo formato da 81 allievi provenienti da diverse sedi che non hanno frequentato, negli ultimi due anni, nessuno di questi corsi. Una prima analisi mostra come gli studenti di “storia delle religioni” ottengano una media di 29.55 punti (su 51), contro i 26.72 punti degli allievi di religione cattolica e i 24.43 punti di religione evangelica. Il gruppo di controllo ottiene una media di 15.75 punti, nettamente inferiore rispetto alle tre opzioni a confronto. Il rapporto, che analizza ogni singola domanda del test e mette a confronto i dati ottenuti, evidenzia come: il gruppo di “storia delle religioni” ottiene migliori risultati totali e, salvo minime eccezioni, i migliori risultati per singolo esercizio;  le differenze tra “storia delle religioni” e "religione cattolica" possono essere significative o meno a dipendenza dell’esercizio svolto; le differenze tra tutti i gruppi sono statisticamente significative ed è quindi possibile fare l’ipotesi secondo cui il tipo di insegnamento seguito incide sui risultati ottenuti; il gruppo di controllo ottiene un punteggio nettamente inferiore e si può ipotizzare che la causa sia dovuta alla situazione degli allievi nei confronti della prova: questi ragazzi non hanno seguito nessun insegnamento e non sono stati preparati, al contrario degli altri allievi che seguono i tre corsi.Il rapporto del DFA comprende pure delle interviste agli esperti , ai direttori e a gruppi di genitori delle 6 sedi coinvolte. Inoltre il documento affronta in questo secondo rapporto numerosi aspetti legati alla materia (legittimità di un insegnamento di contenuto religioso nella scuola pubblica; tendenze attuali per questo genere di insegnamento in Svizzera; risultati di alcune lezioni impartite; opinioni degli attori coinvolti; proposte operative per i docenti,ecc). Nel rapporto finale che sarà presentato nel primo semestre 2013 saranno approfonditi ulteriormente questi aspetti e saranno fornite indicazioni utili in modo che la Commissione possa preavvisare al Dipa

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata