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Crisi in Medio Oriente
Stop svizzero all’export di materiale bellico. Regli: «Gli Stati Uniti non rispettano più le regole»
Redazione
2 ore fa
Decisione del Consiglio federale dopo l’escalation in Iran. Regli: «Serve credibilità internazionale». Chiesto anche un credito supplementare per la difesa e gli F-35.

Un cambio di rotta rispetto al passato. La Svizzera non esporterà più materiale bellico verso gli Stati Uniti. Lo ha deciso ieri il Consiglio federale in seguito all’escalation del conflitto in Iran, replicando di fatto scelte già adottate da anni nei confronti degli altri due Paesi coinvolti nella crisi, ovvero lo stesso Iran e Israele.

Neutralità e rapporti con Washington

La decisione punta a salvaguardare la neutralità elvetica e rappresenta una presa di posizione netta nei confronti di Washington. Gli Stati Uniti vengono descritti come un attore sempre più imprevedibile sul piano internazionale. «Noi siamo come piccolo Stato democratico in una situazione abbastanza difficile perché seguiamo e rispettiamo le regole del gioco», afferma a Ticinonews l’ex capo dei servizi segreti svizzeri Peter Regli. «Siamo confrontati con uno Stato che è sempre più autocratico, che non segue più le regole, dove soltanto la potenza e la violenza sono importanti».

«Una scelta che rafforza la credibilità»

Secondo Regli, la decisione del Governo federale contribuisce anche a rafforzare la credibilità della Svizzera in Europa. «In questo modo si ricerca naturalmente la solidarietà europea e non l’atteggiamento di un piccolo Paese che si nasconde dietro una neutralità ormai sorpassata. La solidarietà conta. E se il Consiglio federale ha deciso come ha deciso, questa è una parte della credibilità di cui godiamo ancora in Europa».

Sorvoli negati e più fondi per la difesa

Non è la prima misura recente nei confronti degli Stati Uniti. Già la scorsa settimana Berna aveva negato il sorvolo del proprio territorio a due velivoli americani. Sempre ieri, inoltre, l’Esecutivo ha chiesto al Parlamento un credito aggiuntivo di circa mezzo miliardo di franchi destinato alla difesa nazionale, in particolare per il programma di acquisizione dei caccia F-35.

Le minacce nello spazio aereo e nel cyberspazio

Una scelta ritenuta necessaria da Regli alla luce del contesto internazionale. «Credo che il Consiglio federale finalmente si sia reso conto della serietà della situazione geopolitica in Europa, la più preoccupante dalla fine della Seconda guerra mondiale», sottolinea. A suo avviso, la Svizzera deve rafforzare rapidamente la difesa dello spazio aereo, oggi esposto a nuove minacce. «Abbiamo bisogno il più in fretta possibile di una difesa efficace della terza dimensione. Accanto alle minacce ibride — cyberattacchi, spionaggio e sabotaggi — vi sono rischi che potrebbero colpire duramente le nostre infrastrutture critiche, che hanno anche una dimensione europea». Il dossier sicurezza e neutralità torna così al centro del dibattito politico svizzero, in un contesto internazionale sempre più instabile.

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