
Visite sospese in casa anziani, ospedali e istituti per invalidi. Il Cantone blinda le strutture a partire da domani fino al 7 febbraio dopo che la variante inglese ha contagiato metà del personale e tre quarti degli ospiti al centro comunale per anziani di Balerna. Intervenuto al Tg di Teleticino il medico cantonale Giorgio Merlani spiega come si è giunti a questa decisione drastica. “La presenza della nuova variante nella comunità e in una casa per anziani ci ha stupito e abbiamo deciso di agire tempestivamente. Si tratta comunque di una misura provvisoria: la mettiamo in atto subito per capire se ci sono modi per aiutare a ridurre la trasmissione all’interno delle strutture. Tra qualche settimana ricomincerà poi la seconda campagna di vaccinazione nelle case per anziani. Sarebbe un peccato doverla rallentare o spostare a causa di focolai. Per questo abbiamo deciso la data del 7 febbraio, con l’auspicio che poi potremo riaprire”.
La misura era già stata intrapresa lo scorso mese di marzo e ora il Cantone cerca di giocare d’anticipo di fronte a una variante più contagiosa. “Il Ticino è stata la prima regione al mondo a chiudere le case per anziani”, ribadisce Merlani che, sollecitato sul tema, respinge l’accusa di aver agito in ritardo la scorsa primavera. “In Lombardia è stato fatto verso la metà e la fine di marzo, mentre noi il 9. La Cina ancora dopo. L’accusa di ritardo non l’accetto. Con il senno di poi è facile prendere decisioni, ma quando l’abbiamo presa era ancora inimmaginabile, non si era mai fatto. La tempestività è un dato di fatto”.
La contagiosità del virus
Ora c’è preoccupazione di fronte alla nuova variante a causa della sua maggiore contagiosità. “La variante è più contagiosa del 50-70%. Le motivazioni non sono ancora chiare dal punto di vista biologico: potrebbe essere una maggiore produzione di virus, ma soprattutto una più facile adesione alla cellula umana. Probabilmente basta una quantità inferiore di virus per provocare un’infezione. Bisogna capire se ci possono essere ulteriori misure che si possono mettere in atto per cercare di rallentare la diffusione. Nuove raccomandazioni non ce ne sono, da qui l’idea di bloccare le visite. Abbiamo deciso di rallentare e capire. In questo modo guadagniamo tempo per poter rivaccinare i residenti nelle case anziani e proteggere in altra misura. Il vaccino infatti protegge nella misura del 90%”, ricorda Merlani. Ad ogni modo, sottolinea il medico cantonale, tutto quello che facciamo nella quotidianità contribuirà a ridurre il rischio. “Quello che fa stato è l’incontro tra le persone e il loro numero. Se si continua a incontrare persone che continuano a incontrare altre persone la crescita può essere preoccupante”.
Le raccomandazioni dell’UFSP sulla quarantena
Per rallentare la diffusione del nuovo ceppo in Svizzera, l’UFSP raccomanda ai Cantoni di estendere i contatti per le quarantene: gli individui che sono stati in contatto con persone a loro volta a stretto contatto con contagiati dalla cosiddetta variante inglese del coronavirus, dovrebbero essere posti in quarantena. Non si rischia in questo modo di finire tutti in quarantena? “Bisogna fare molta attenzione”, risponde Merlani. “È facile mettere fuori misure, ma applicarle non è semplice perché bisogna raggiungere le persone e i contatti dei contatti. Il provvedimento è stato adottato dal Canton Vaud, mentre Ginevra ha deciso di fare un tracciamento dei contatti più approfondito. Da quello che mi risulta Berna non ha ancora deciso. Bisogna capire la proporzionalità della misura”, conclude Merlani.
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