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Ticino
Stop all'ignoranza: "Gobbi, queste non sono risposte"
Redazione
14 anni fa
Il movimento che aveva denunciato abusi da parte di poliziotti, insoddisfatto dalla missiva ricevuta, chiede di isolare le mele marcie

"Non avete risposto alle nostre domande" affermano i responsabili del movimento Stop all'ignoranza, dopo aver ricevuto la risposta del direttore del Dipartimento delle Istituzioni, Norman Gobbi, alla loro missiva del 2 gennaio, con la quale denunciavano abusi da parte di "alcuni" agenti. "Non da parte del corpo di polizia stesso", puntualizzano, in seguito alla errata interpretazione che, a loro dire, sarebbe stata data alle accuse del movimento."Abbiamo anche indicato un singolo caso, che non ha di certo coinvolto tutte le forze dell’ordine" precisano. "Quando poi auspichiamo “maggiore vigilanza”, “consapevolezza degli obblighi”, intendiamo riferirci a una sempre ben venuta formazione continua che non potrà che essere proficua sia per quanti sono già perfettamente coscienti del ruolo e dei doveri che ne conseguono ( e non dubitiamo che siano la grande maggioranza), sia, a maggior ragione, per quanti abbisognino di una rinfrescatina." La “mela marcia” ( o, come la definisce Stop all'ignoranza, "mela ammaccata") va isolata per non compromettere l’intero contenuto del cesto.Il movimento prende atto che non è stata data una sola risposta ai loro interrogativi, "che restano pertanto inevasi". Fatto questo che non fa che confermare la loro determinazione a restare vigili a difesa dei più deboli. Per concludere, "da persone fermamente convinte che la violenza sia sempre da condannare", i responsabili del movimento ribadiscono di ritenere giusto che chi ricorre alla forza contro gli agenti di polizia sia perseguito dalla legge.

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