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Ticino
"Stop alle restrizioni per il bene dell'economia"
Redazione
13 anni fa
Il presidente nazionale dell'UDC, oggi a Lugano per sostenere i candidati, ha fornito la sua ricetta "salva economia"

Anche gli occhi del presidente sono puntati su Lugano. Perché è soprattutto in Ticino che il primo partito svizzero ripone le sue speranze per un’ulteriore crescita. In questo delicato momento i vertici dell’UDC fanno quadrato, scendono a sud per sostenere i candidati e combattere con loro le battaglie democentriste. Anche quelle che trovano a Berna il principale terreno di battaglia, come la proposta dell’UDC per un Consiglio Federale eletto dal popolo. Il massimo della democrazia, ha detto oggi a Lugano Toni Brunner. Il quale si è poi soffermato sul delicato momento dell’economia e chiamato a commentare il recente dato sull’aumento dei fallimenti aziendali, si scatena contro la libera circolazione, frontalieri e la politica delle restrizioni:"E' una conseguenza delle difficoltà economiche e della pressione esercitata anche o soprattutto in Ticino sulla piazza finanziaria. Siamo attaccati dall'estero con l'obiettivo di indebitarci. Il problema dell'alto numero di frontalieri porta all'aumento della disoccupazione. Dobbiamo riagganciarci ai valori che hanno reso la Svizzera un paese forte. Servono un diritto del lavoro liberale, le giuste condizioni quadro per l'economia, non altra burocrazia o altre restrizioni".Gli fa eco il consigliere nazionale Pierre Rusconi, a cui non è affatto andato giù il voto della sinistra in Consiglio nazionale contro le mozioni ticinesi per leggi più flessibili sugli orari di apertura dei negozi. Mozione passate al Nazionale..."Sono passate sì, ma la sinistra è insorta perché così hanno deciso i sindacati. Per il bene di chi? Forse dei frontalieri, perché i ticinesi non sono iscritti ai sindacati. E' ora di modernizzare le proprie vedute e di finirla con la politica delle restrizioni", ha concluso Rusconi. Matteo Bernasconi

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