
Stop alla produzione di veicoli a benzina e diesel dal 2035. È quanto ha deciso martedì, non senza polemiche, l'Eurocamera con 340 voti favorevoli, 279 contrari e 21 astensioni. Un passo sulla via per portare il Vecchio Continente alle emissioni zero nel 2050, che di riflesso tocca anche il nostro paese. Ma siamo davvero pronti per questo passaggio? Ne abbiamo parlato con Marco Piffaretti, esperto di mobilità elettrica.
Siamo sicuri che è davvero l'elettrico la soluzione per sostituire benzina e diesel? O esistono anche altre strade da percorrere da qui al 2035?
“Quello che è stato votato è la fine della benzina o del diesel, ovvero di carburanti che nella combustione producono CO2. Rimangono quindi aperte altre strade, come per esempio l'elettrico a batteria, ma anche l'idrogeno, che con la cella combustibile può essere prodotto a bordo del veicolo. Sono due tecnologie che non producono CO2”.
Per quanto riguarda le tempistiche, è realistico arrivare al 2035? E in Svizzera cosa si farà?
“Il 2035 è proprio l'ultima data di scadenza. Per fare un paragone con l’amianto: non è che da quanto è stato proibito non abbiamo più costruito tetti con questo materiale. Siamo andati avanti a coprire le nostre case. La stessa cosa succede ora con l'automobile. C'è una data ultima, ma molti paesi e anche diversi costruttori automobilistici hanno già deciso di uscire molto prima del 2035”.
Effettivamente alcuni paesi hanno già deciso di anticipare la data rispetto al 2035…
“Si tratta per esempio di Norvegia (2025), Svezia (2030), Danimarca (2030), ma anche dell’India (2030). L'importanza della data è legata al fatto di poter permettere a tutto l'indotto di coordinarsi e sincronizzarsi, ovvero di non trovarsi sorpresi da un cambiamento così epocale, come lo sarà l’addio ai combustibili fossili”.
Anche i produttori si stanno già preparando?
“Si visto che il tempo di sviluppo per un’auto nuova è intorno ai 7 anni (da quando inizia il concepimento di una nuova piattaforma fino alla produzione in grande serie). In realtà è già da un po' di anni che le case automobilistiche diminuiscono o addirittura chiudono i centri di sviluppo per i motori termici. Sapevamo quindi che questa fine sarebbe arrivata. Queste tecnologie non vengono più sviluppate perché non permettono di azzerare il CO2”.
Ci sono però anche degli aspetti da tenere in considerazione sull'auto elettrica, per esempio per quanto riguarda i tempi di ricarica. Questo è forse uno dei motivi per cui i consumatori propendono ancora per un veicolo a benzina o diesel. Si arriverà ad accorciarli?
Sì, ma si può però vedere questo aspetto anche da un altro punto di vista. Se si ha la possibilità di caricare a casa oppure al lavoro (due luoghi tipici in cui ci si ferma diverse ore al giorno), il tempo di ricarica si riduce a 3 secondi dall'inserimento della spina. Per il resto non bisogna attendere la carica del veicolo. Si tratta di tempi morti e, anzi, possono diventare anche interessanti perché l'auto moderna potrà essere caricata anche in modo bidirezionale. Durante le ore in cui sarà allacciata, può per esempio sopperire a dei picchi di rete. L’utente può comunicare con l'auto elettrica e quindi anche scaricarla. Il fatto di essere allacciata è un vantaggio anche economico per l'utente perché guadagna dei soldi.
Avremo energia a sufficienza per accontentare tutta la richiesta?
Più che abbastanza. Anche solo il fotovoltaico della dimensione di un box garage è sufficiente per la media annua per la produzione di tutta l'energia necessaria per percorrere i chilometri tipici con un’auto elettrica.
Che dire delle batterie invece? Qui c'è il problema della sicurezza e il problema dello smaltimento…
Non è un problema, è un'opportunità. Le batterie di auto elettriche possono essere riciclate al 98-99%. Quello che non si riesce a smaltire sono le colle di giunzione. Per il resto i materiali sono completamente riciclabili e tornano al 100% ad essere utilizzabili nelle batterie. Questo al contrario dell'olio che ci rimette 300 milioni di anni per riformarsi. Nella batteria i materiali vengono estratti, raffinati e poi possono andare avanti praticamente all'infinito. Chiaramente ci vuole energia, ma nel computo complessivo parliamo comunque di un terzo o di un quarto dei consumi rispetto ai veicoli termici.
Per quanto riguarda la sicurezza invece? Ci sono notizie di cronaca che possono allarmare qualche consumatore…
Le statistiche dicono che la quantità di incendi è molto superiore nei veicoli a combustione. Ma quando avviene un incidente ad un’auto elettrica fa notizia perché è ancora una novità. Gli stessi pompieri sono istruiti per poter trattare l'alta tensione delle batterie, che possono rappresentare un pericolo, ma se maneggiate con correttezza non rappresentano nessun danno. In caso incidente bisogna saper maneggiare la carcassa per poter estrarre chi è ancora da salvare.
Quando il costo dell'auto elettrica sarà uguale a quello del diesel o della benzina?
Tra molto poco: 2025/2026. Questo perché ci sono dei produttori che non devono fare la conversione, ma sono nati solo ed esclusivamente per produrre elettrico. Praticamente non stanno dietro agli ordini. Il fatto che non devono perdere tempo e risorse nella conversione della loro tecnologia e delle loro fabbriche permette di mettere sul mercato molto rapidamente un numero elevato di veicoli.
Con uno scenario del genere l'attività dell'officina dovrà per forza di cose cambiare. Le auto elettriche si rompono?
Diciamo di “no”. Se chiedete al TCS, ci sono tre casistiche: la batteria a 12 volt (serve per far funzionare le luci) che può scaricarsi; c'è la gomma bucata e la chiave che si può smarrire. Questi sono i 3 casi che capitano con l'auto elettrica. C'è naturalmente qualche altro caso sporadico, spesso coperto da garanzie, ma dal punto di vista dell'usura non abbiamo neanche le pastiglie dei freni perché c'è il recupero. Ci sarà quindi meno lavoro nelle officine, ma ci sarà del lavoro nuovo nel mondo dell'energia e della programmazione. Ci sarà quindi un travaso di competenze”.
Qual è la durata di vita media di un veicolo elettrico?
“Troppo” dal punto di vista commerciale. Le batterie durano molto di più di quello che si pensava 5-6 anni fa. Non c'è bisogno di un ricambio molto rapido. Ci sono per esempio dei taxi all'aeroporto di Amsterdam che superano tranquillamente i 300-400mila km in elettrico e hanno perso il 5-10% della capacità della batteria. La batteria una volta che ha terminato il suo servizio dentro l'auto può essere utilizzata almeno ancora per una quindicina di anni a livello stazionario. Io stesso ne ho due nel garage. Sono come un anziano in una casa di riposo: è talmente in buone condizioni, che va avanti molto di più di quanto si pensava qualche anno fa.

