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Stop alla pubblicità italiana a Lugano? "Non si può"
Stop alla pubblicità italiana a Lugano? "Non si può"
Stop alla pubblicità italiana a Lugano? "Non si può"
Redazione
10 anni fa
Il Municipio risponde a Petra Schnellmann: "Anche molte ditte ticinesi fanno pubblicità in Italia"

Era finita prematuramente a fine novembre l'avventura della bancarella promozionale della catena italiana Mondo Convenienza in Piazza Dante a Lugano. Una bancarella che, come ricorderete, aveva fatto storcere parecchi nasi e pure dato adito a un'interrogazione della consigliera comunale Petra Schnellmann (PLR) per chiedere al Municipio di vietare la pubblicità di commerci italiani in Città, chiedendo nello specifico di inserire nella convenzione con la Società generale d'Affissioni (SGA) il divieto di pubblicizzare commerii italiani e di non concedere l'occupazione di area pubblica a queste attività.

In seguito all'interrogazione il comandante della Polizia della Città di Lugano Roberto Torrente aveva revocato il permesso per l'occupazione del suolo pubblico, suscitando reazioni contrastanti (vedi articoli suggeriti), e in questi giorni l'Esecutivo luganese ha risposto all'interrogazione della giovane consigliera comunale.

La convenzione con la SGA relativa alla privativa della pubblicità sull'area pubblica è scaduta il 31 dicembre 2014 e attualmente vi è un concorso aperto per allestire la nuova convenzione, che non prevede un divieto di pubblicizzare i commerci italiani. Il Municipio osserva come un tale divieto "potrebbe portare a dei problemi in quanto l'offerta che i concorrenti presenteranno sarà calcolata sulla base di una cifra d'affari che contemplerà anche le entrate provenienti da clienti stranieri".

"Una modifica delle condizioni potrebbe indurre il vincitore del concorso a chiedere una riduzione dell'indennizzo da versare al Comune che lui stesso avrà offerto". Secondo le informazioni in possesso del Municipio le entrate provienienti da clienti stranieri non superano attualmente il 10% del totale delle entrate di SGA".

La proposta della consigliera comunale liberale radicale, rimarca ancora l'Esecutivo, viola l'Art. 27 delle Costituzione federale che garantisce la libertà economica. La giurisprudenza del Tribunale federale, inoltre, vieta ai Cantoni e ai Comuni di limitare la libertà economica per motivi di politica economica. Eccezioni sono ammesse per motivi di Polizia o di politica sociale. La Città rileva inoltre che vi sono aziende ticinesi, come ad esempio Casinò Lugano SA, che a loro volta utilizzano le affissioni pubblicitarie in Italia.

Per quanto riguarda l'occupazione dell'area pubblica valgono gli stessi principi giuridici, ma Municipio e Polizia comunale "sono comunque molto attenti nel rilasciare le autorizzazioni".

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