
Il Municipio di Lugano ha deciso di adottare il pugno di ferro verso la prostituzione esercitata negli appartamenti e presto, entro metà agosto, sono attese linee guida per chiarire il quadro giuridico per debellare il fenomeno. A dare il la è stato il caso di Besso e la successiva operazione di polizia nella palazzina quando è stata accertata la presenza di cinque prostitute all'interno dell'appartamento in via Canevascini 26. Una situazione, quella della prostituzione negli immobili, che riguarda una cinquantina di palazzine solo a Lugano. Ma anche in altre località del cantone il fenomeno è noto. La città sul Ceresio può fare scuola per regolamentare la problematica? La Regione lo ha chiesto ai diretti interessati.
La capodicastero Sicurezza pubblica Roberta Pantani Tettamanti, spiega che il Municipio di Chiasso valuterà con attenzione se le linee guida di Lugano potranno essere applicate anche alla cittadina di confine o se bisognerà elaborarne delle proprie. "Attualmente la situazione viene monitorata a livello di controllo di abitanti" ha dichiarato al giornale. "Quando si annunciano viene detto loro che determinate attività possono essere svolte solo dove il Piano regolatore lo permette". Quando vengono alla luce situazioni non conformi "il Municipio avvia i controlli, richiede al proprietario dello stabile il cambiamento di destinazione e, se del caso, vengono presi provvedimenti amministrativi e di polizia. Al momento a Chiasso non c'è sufficiente personale per controllare ogni appartamento: quello che ci serve, e che è avvenuto nei casi scoperti e sanzionati, è la puntuale segnalazione dei vicini".
Anche nel Bellinzonese la segnalazione da parte dei cittadini rimane importante. Il vicesindaco di Cadenazzo Arnaldo Caccia spiega che "abbiamo ricevuto segnalazioni di movimenti sospetti, alcune note già da tempo, altre solo recenti". Finché la situazione non appare chiara, il monitoraggio da parte della polizia prosegue. E sul giro di vite antiprostituzione dice che "in questo ambito non abbiamo preso nessuna decisione ma prossimamente il Municipio ne discuterà". Qualche chilometro più a nord Luigi Decarli, sindaco di Arbedo-Castione, spiega che il Municipio segnala alla Polizia comunale le indicazioni ricevute dai cittadini su presunte attività di prostituzione in appartamenti. E in futuro il modus operandi dovrebbe rimane invariato. "Alcuni luoghi vengono controllati ma al momento tutto sembra tranquillo. È un attività difficile da individuare". Situazione più tranquilla invece a Bellinzona, dove il comandante Ivano Beltraminelli dichiara che al momento non ci sono segnalazioni di attività sospette. Proprio per questo è difficile parlare delle modalità d'azione. "Ma quando è stato necessario siamo intervenuti in modo drastico". Lo scorso anno per esempio il Municipio ha intimato la cessazione della prostituzione in alcuni appartamenti in via Cancelliere Molo e in zona Molinazzo.
Come emerso nel rapporto annuale 2013, a Locarno l'attività di meretricio negli appartamenti è in crescita e le strategie adottate per far fronte alla situazione sono in linea con quanto deciso dal Municipio di Lugano, spiega Alain Scherrer, capo Dicastero sicurezza e cultura. "La polizia cittadina, laddove constata della prostituzione, intima al proprietario dell'alloggio di inoltrare una domanda di costruzione per il cambiamento di destinazione in attività lucrativa". "Di recente", continua Scherrer, "abbiamo avuto il caso di un proprietario che, dopo aver ricevuto una comunicazione di questo tipo, ha provveduto a far cessar l'attività a luci rosse. La situazione viene quindi costantemente monitorata dai nostri agenti per cercare di arginare la crescita in atto e far fronte alle situazioni non in regola con la legge".
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