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Ticino
Stop ai treni: “la situazione va risolta”
Redazione
6 anni fa
Per Gobbi la decisione di fermare i collegamenti tra Svizzera e Italia è “unilaterale e incomprensibile”, mentre il governatore della Lombardia Attilio Fontana promette cambiamenti

Da giovedì 10 dicembre fino a nuovo avviso i treni non circoleranno più tra Svizzera e Italia. La decisione, comunicata ieri dalle FFS, è legata alle nuove misure contenute nel Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri (Dpcm) adottato dal governo italiano. Un Dpcm che in sostanza inasprisce i controlli per chi rientra in Italia e prevede, tra l’altro, la misurazione nei treni della temperatura corporea. Inoltre, i passeggeri devono essere dotati di un attestato di risultato negativo dei test per il Covid-19 e di un certificato di lavoro. Requisiti che le ferrovie federali svizzere non potevano soddisfare, hanno precisato le stesse FFS a Keystone-Ats.

Gobbi: “Decisione unilaterale e incomprensibile”
Per Norman Gobbi, presidente del Governo ticinese, la decisione “unilaterale” da parte italiana di fermare i collegamenti ferroviari tra i due paesi risulta “incomprensibile” proprio perché non è stata coordinata con le autorità svizzere, “sia dal punto di vista politico che tecnico”. Inoltre, pone diverse difficoltà. “Il fatto di dover misurare la temperatura a tutti coloro che arrivano dalla Svizzera verso l’Italia diventa impraticabile per le ferrovie federali svizzere” ha dichiarato ai microfoni di Teleticino, osservando pure che attualmente non c’è nessun controllo in dogana sui cittadini italiani che rientrano al proprio domicilio (frontalieri e non). Inoltre, è “inconcepibile” che una società come Tilo, condivisa tra Ticino e Lombardia, “sospenda la propria attività, mettendo in difficoltà tutta la mobilità transfrontaliera”. Gobbi teme infatti che si formeranno maggiori code sulle strade, con tempi di percorrenza più lunghi e meno vivibilità sui territori ticinesi e lombardi.

Le autorità ticinesi, ha precisato il consigliere di Stato, si sono già messe in contatto con i colleghi lombardi e il problema è stato sottoposto all’attenzione della direttrice del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni Simonetta Sommaruga, che si è detta sorpresa per questa decisione. “È arrivato come un fulmine a ciel sereno” ha aggiunto Gobbi, precisando che dovranno essere chiariti i motivi della decisione anche perché la situazione “rischia di perdurare fino a febbraio” vista la lunga durata del dpcm. “Se leggo tra le righe del decreto, l’obiettivo sembra essere quello di non far uscire gli italiani dall’Italia” ha proseguito Gobbi. “Ma si dimentica che ci sono decine di migliaia di persone che vanno ogni giorno in territorio elvetico (Vallese, Ticino e Grigioni) per lavorare. È una realtà che non è stata considerata, che deve essere affrontata e che mette in difficoltà le buone relazioni tra i due paesi”.

Fontana: “Ci vuole un ripensamento”
Dal canto suo il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana, interpellato dai colleghi di Teleticino, ha promesso di muoversi per correggere il dpcm, mettendosi in contatto con il prefetto di Milano e il Governo. “Credo che ci siano alcune cose da rivedere negli ultimi provvedimenti adottati, sia per quanto riguarda il decreto legge che il dpcm. Una di queste è sicuramente legato al divieto di viaggio tra Svizzera e Italia sui treni. È impensabile perché creerebbe grossi problemi alla libera circolazione dei lavoratori italiani, che sono una risorsa importante sia per la Svizzera che per l’Italia. Impedire un trasferimento creerebbe problemi inaccettabili”.

Nel frattempo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano (Mit) ha precisato che la questione dei collegamenti ferroviari con la Svizzera “va risolta”. “Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) si è subito attivato con le società interessate (Trenitalia e Trenord), che non avevano comunicato al Mit la decisione presa” si legge in una nota. “L’obiettivo, in stretto raccordo con le autorità svizzere, è di individuare prontamente una soluzione condivisa per garantire almeno i servizi minimi essenziali tra i due Paesi”. A questo scopo è prevista una telefonata tra la ministra Paola De Micheli e la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga questa mattina.

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