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Ticino
Stop ai soldi in nero. Generali: "Scelta giusta". Gendotti: "Un'opportunità"
Redazione
17 anni fa
Il Consiglio federale intende bloccare l’afflusso di averi dall’estero non dichiarati al fisco

La piazza finanziaria svizzera non dovrà più accogliere fondi non tassati provenienti dall'estero. Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze di elaborare diverse soluzioni a questo scopo. Il governo ha ribadito di essere favorevole a "un'ampia cooperazione in materia di reati fiscali" ma è contrario a uno scambio di informazioni automatico. La Svizzera continuerà a portare avanti la regolarizzazione dei patrimoni non dichiarati tutelando al contempo la sfera privata.Generali: "Scelta giusta" "E‘ una scelta giusta ed attesa", ci dice presidente dell'Associazione bancaria ticinese Claudio Generali. "Perché l‘ideale - spiega - è che tutto diventi bianco. I capitali devono essere bianchi. Così non avremo più problemi. Secondo me il fatto che il Consiglio federale abbia incaricato il Dipartimento delle finanze di elaborare diverse soluzioni in questa direzione è molto positivo. Questa infatti è la strada: come si farà, però, è tutto da vedere". Generali indica poi la via, sull'immediato. "Ora bisogna studiare varie possibilità e vedere quale si adatta meglio alle varie sensibilità del paese. Facendo in modo, al contempo, che questa decisione non sia dannosa per le banche svizzere. Bisogna affrontare questo problema in maniera costruttiva. Il nostro compito è infatti anche quello di risolvere il problema per le generazioni future. I soldi non ufficiali non possono essere utilizzati dall’economia. E questa situazione non è certo ideale per nessuno". "Anche il risultato finale dello scudo fiscale italiano - conclude Generali - dimostra che questa è la via. Grazie al rimpatrio giuridico, infatti, il danno c’è stato, ma è stato contenuto. E comunque è stato molto meno doloroso di quanto si era previsto. Ripeto: questa è la via giusta“.Gendotti: "Per le nostre banche è un'opportunità" "Si tratta di una decisione che andrà analizzata nei dettagli", premette il presidente del Governo ticinese Gabriele Gendotti. "Però evidentemente - aggiunge - è la diretta conseguenza di tutto quanto è capitato negli ultimi mesi. In sostanza la situazione, a livello internazionale, è cambiata al punto che anche la Svizzera si dovrà adattare. E credo che questa possa essere un’opportunità per le nostre banche. C’è chi ha detto che bisogna puntare su qualità ed esperienza. E io credo che questa ipotesi vada quanto meno studiata“. "Tutti ormai - conclude Gendotti - hanno un certo interesse a mettersi in regola“.Bignasca: "Referendum garantito""E' una cretinata. Fatta da sette sconsiderati E sostenuta da alcuni paggetti che sono peggio di quelli che l'hanno proposta", premette il leader della Lega dei Ticinesi Giuliano Bignasca. "Bisogna far votare il popolo su tutte le decisioni prese in materia fiscale negli ultimi due anni", aggiunge. "Non capisco - prosegue - perché noi continuiamo a farcela addosso ed il Liechtenstein no. Comunque sia, se le banche non licenziano qualcuno e continuano a pagare le tasse che hanno pagano finora... contenti loro, contenti tutti. Altrimenti le assalterò con il carro armato. E comunque il referendum è garantito".joe.p./aelle

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