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Ticino
"Stop ai nuovi permessi a lavoratori stranieri in Ticino"
"Stop ai nuovi permessi a lavoratori stranieri in Ticino"
"Stop ai nuovi permessi a lavoratori stranieri in Ticino"
Redazione
6 anni fa
Così tuona la mozione inviata al Consiglio federale da Lorenzo Quadri: "Il Ticino è stato mandato allo sbaraglio dal CF"

"Il Consiglio federale è incaricato di decretare una moratoria sul rilascio di permessi G e B in Ticino, alfine di agevolare il ricollocamento dei disoccupati residenti, il cui numero è destinato ad aumentare drammaticamente a seguito della crisi da coronavirus" così recita la mozione del Consigliere nazionale Lorenzo Quadri indirizzata al Consiglio federale. 

"È evidente a tutti che l’emergenza sanitaria generata dal coronavirus sfocerà in un’emergenza economica, occupazionale e sociale. Il Ticino risulta essere una delle regioni più colpite al mondo dal virus in proporzione al numero degli abitanti. In questa situazione, una pesante responsabilità la porta il rifiuto del Consiglio federale di chiudere per tempo le frontiere con l’Italia con motivazioni grottesche, del tenore “il virus non si ferma ai confini”. "Il Ticino è stato mandato allo sbaraglio dal Consiglio federale" spiega Quadri. La situazione sanitaria ticinese, con un numero di contagi e di morti che sono un multiplo della media svizzera, ha poi portato a misure di “lockdown” più rigide rispetto a quelle applicate nel resto del Paese.

"Di conseguenza, anche il danno economico ed occupazionale sarà maggiore. In questo contesto è intollerabile che il CF adesso prema per il ripristino integrale della libera circolazione delle persone ed il ritorno al rilascio di nuovi permessi G e B quando, a seguito della crisi economica da coronavirus, il numero di disoccupati ticinesi è destinato ad aumentare drammaticamente". 

Mai - prosegue il Consigliere nazionale - come in questa situazione è dunque "insostenibile la libera circolazione delle persone ed il conseguente arrivo di lavoratori stranieri che soppiantano quelli residenti". E per questi motivi "si impone pertanto l’apertura di una nuova ed assai più significativa 'finestra di crisi': il Ticino deve essere autorizzato a respingere le nuove richieste di permessi G e B applicando con il massimo rigore la preferenza indigena". 

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