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Ticino
Stop agli eritrei, perché no?
Redazione
11 anni fa
Lucerna chiede di non concedere loro più l'asilo. Gobbi: "È un tema da discutere, la loro è migrazione economica"

Il Consiglio di Stato del Canton Lucerna ha scritto ieri una lettera al Consiglio federale per chiedere di porre fine all'esodo di eritrei, non riconoscendoli più come rifugiati. Una richiesta condivisa pure dal presidente dell'Esecutivo di Svitto, che in un'intervista ha definito l'attuale prassi "non più sostenibile".

Secondo il Governo lucernese, dall'Eritrea arriva un numero sproporzionato di richiedenti l'asilo, che mette in dubbio il fondamento delle loro richieste. Non si tratterebbe di veri rifiugiati, ma di giovani che lasciano il Paese africano a causa della situazione economica e della minaccia del servizio militare, che in Eritrea ha una durata indefinita e può iniziare anche da 15 anni.

Una tesi, quella dei lucernesi, condivisa dal direttore del Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino, Norman Gobbi.

Secondo il quale la proposta del Governo di Lucerna "è un tema da discutere per trovare un approccio che tenga conto di tutte le sensibilità."

Intervistato dal Corriere del Ticino, Gobbi afferma che spesso e volentieri gli eritrei "hanno una difficoltà di integrazione molto più marcata rispetto ad altre etnie che arrivano da noi, anche da un punto di vista lavorativo."

Gobbi fa notare che solitamente gli eritrei migrano in Paesi con sistemi sociali forti, come Svizzera, Svezia e Germania, ciò che rafforza il sospetto che dietro a questa diaspora vi siano "aspetti di lucro organizzati dallo Stato, come già ai tempi facevano le Tigri Tamil." In pratica, secondo il consigliere di Stato ticinese, si può desumere che "questa migrazione è indotta allo scopo di incassare questi soldi."

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