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Ticino
Stojanovic propone una cura all'astensionismo
Stojanovic propone una cura all'astensionismo
Stojanovic propone una cura all'astensionismo
Redazione
9 anni fa
Il Giura vuole far pagare i cittadini che non votano. Il politologo ticinese ha una proposta piu "rivoluzionaria"

Nei paesi europei la partecipazione alle votazioni è sempre più bassa, salvo alcune occasionali eccezioni, e in Svizzera le cose non vanno molto meglio, anzi. Il Canton Giura sta pensando di arginare la situazione introducendo l'obbligatorietà di esprimersi da parte dei cittadini. Questo modello di pensiero è già stato messo in atto a Sciaffusa, dove è prevista una sanzione pecuniaria di poco conto per i trasgressori al dovere civico.

Per discutere di questo argomento abbiamo sentito il parere di un esperto, il politologo Nenad Stojanovic.

Dr. Stojanovic, si va sempre meno a votare nel nostro Paese.

Questo è fuori di dubbio. Stiamo assistendo a una tendenza secondo la quale le donne e gli uomini svizzeri sempre meno manifestano interesse nel recarsi a votare.

Nel Giura si sta pensando di rendere obbligatorio il voto, a Sciaffusa questa è una realtà. 

Non penso il voto obbligatorio sia la soluzione migliore riguardo alla bassa affluenza alle urne. In realta se si applicasse il sistema di Sciaffusa, i "trasgressori" pagherebbe una sanzione pari a 5 fr. Colpire con una cifra risibile le persone non è, a mio avviso, un incentivo per raggiungere un'alta adesione popolare. Va però detto che i risultati mostrano che nel Canton Sciaffusa l’effetto positivo c'è stato ma non significa che lo scopo sia stato raggiunto, infatti uno si potrebbe limitare a votare per posta, votando in bianco, pur di non incorrere in sanzioni pecuniarie. Questo non può essere un vantaggio per la democrazia.

Come mai questa diminuzione. Il nostro Paese fa votare troppo?Sicuramente il gran numero di occasioni di voto sono un motivo per cui la partecipazione in Svizzera sta progressivamente diminuendo. La media di votanti da noi è minore che in altri Paesi europei.Se guardiamo, ad esempio, a Francia e Regno Unito riscontriamo una partecipazione molto maggiore (alle ultime Presidenziali francesi si è toccato l'80% vi voti). Possiamo affermare che quando la posta in gioco è alta, cioé quando si vota i propri rappresentanti e poi non si ha più voce in capitolo per anni, si è spinti a votare.

Cosa si potrebbe mettere sul tavolo?

Innanzitutto un cittadino dovrebbe sentire la necessità di essere parte, e quindi membro a pieno titolo, della cosa pubblica. Occorrono un'educazione civica rigorosa e la lettura critica di siti e giornali. 

A mio avviso servono soluzioni più innovative per rendere la politica maggiormente interessante. Mi sto interessando a un modello impiegato in Oregon: da circa 7 anni hanno introdotto una formula del tutto nuova per rendere protagonisti circa i temi di politica.

Prima di ogni votazione viene scelto un campione di 25 persone, che per 5 giorni discutono dell'oggetto in votazione, anche con l'aiuto di esperti, e alla fine scrivono una pagina esponendo un parere che verrà poi pubblicato e letto dai cittadini a casa.

Anche da noi si riceve questa sorta di opuscolo ma non è redatto da cittadini comuni. I partiti riscuotono sempre meno fiducia dalla cittadinanza. Secondo uno studio alla gente interesserebbe cosa pensano altri cittadini riguardo le tematiche politiche.

Reputo che questo sistema incentiverebbe l'interesse nei confronti della politica e questa sarebbe una piccola grande rivoluzione democratica in Svizzera.

Loris D'Agostin

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