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Stojanovic: "Deluso? Non direi"
Stojanovic: "Deluso? Non direi"
Stojanovic: "Deluso? Non direi"
Redazione
10 anni fa
Il politologo ticinese commenta il risultato intermedio del suo referendum: "Messe in rilievo le contraddizioni di UDC e Lega"

Sono 12'000 le firme finora raccolte dal politologo ticinese Nenad Stojanovic per il suo referendum contro la legge d'applicazione dell'iniziativa UDC "contro l'immigrazione di massa". A un mese dal termine fissato per la consegna mancano ancora 38'000 firme, una montagna che appare molto difficile da scalare.

“Se sono deluso? No, deluso non è la parola giusta – ci dice Stojanovic, da noi raggiunto telefonicamente - Partendo da solo sapevo che sarebbe stata impresa difficile. Ogni firma è una firma guadagnata”. E all’appello mancano ancora le firme raccolte dal PPD ticinese, dai Verdi liberali e dai Democratici svizzeri.

“In 4 settimane diventa un’impresa particolarmente difficile. Direi che le chance sono 30 a 70. Sui nostri formulari abbiamo indicato il 15 marzo come data ultima di consegna, è possibile che alcuni formulari verranno consegnati anche dopo il 15”.

Sarà quindi decisiva l’assemblea annuale della Gioventù socialista (GISO): “Uno sviluppo per me importante - per non dire decisivo, è l’assemblea della GISO del prossimo 11 marzo. La sezione ticinese presenterà una mozione per chiedere di sostener il referendum”.

“Questo weekend la GISO ticinese mi aiuterà nella raccolta firme: sabato saremo a Lugano e domenica mattina a Mendrisio”. Il possibile sostegno della GISO nazionale non è da sottovalutare: “Se decideranno di sì potranno dare una spinta decisiva. La GISO è molto organizzata con il loro aiuto le probabilità potrebbero salire a un 50%”.

Il tempo tiranno, come si suol dire, è tiranno. Ma per Stojanovic l’aver smosso le acque e rilanciato il dibattito politico è una vittoria non da poco: “Il referendum è una situazione win-win, abbiamo pur sempre guadagnato qualcosa rispetto alla situazione di metà dicembre. Abbiamo messo in rilievo le contraddizioni di UDC e Lega, che non sostengono il referendum ma gridano allo scandalo contro la legge di applicazione”.

“Se ad aprile non avremo le firme, se neanche l’1% degli aventi diritto di voto ha voluto firmare, significa che l’elettorato è soddisfatto. Certo, sarebbe ancora meglio andare alle urne”.

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