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Ticino
Stipendi municipali: "Solo chiacchiere..."
Stipendi municipali: "Solo chiacchiere..."
Stipendi municipali: "Solo chiacchiere..."
Redazione
9 anni fa
L'MPS sorpreso della risposta municipale sulla pubblicazione dei redditi: "Spessore morale come carta velina..."

Il Movimento per il socialismo (MPS) comunica di aver preso atto "con stupore" della risposta che il Municipio di Bellinzona all'interpellanza inoltrata dalle consigliere comunali Angelica Lepori e Monica Soldini, nella quale chiedevano di pubblicare i redditi da lavoro o pensionistici percepiti dagli attuali municipali negli ultimi cinque anni. Secondo l'MPS il Municipio ha approfittato della risposta ("che non è venuta") per uno "spot pubblicitario" a sostegno delle nuove remunerazioni decise dal Consiglio comunale nella seduta di settembre e oggetto di due referendum. 

"Senza vergogna (e dimostrando di avere uno spessore morale equivalente a quello della carta velina) i municipali, come ha ribadito il sindaco in un recente passaggio televisivo, da un lato affermano che, per ragioni etiche, non interverranno nel dibattito che li concerne (suvvia, pensate che possano abbassarsi a difendere la quasi triplicazione dei loro onorari?); ma poi approfittano della risposta ad un’interpellanza per perorare la loro causa (i loro aumenti salariali)" commenta l'MPS. "E lo fanno riproponendo argomenti che già figurano nel messaggio, che hanno ampiamente esposto in occasione della conferenza stampa di presentazione del messaggio, che hanno difeso in consiglio comunale, etc., etc".

Per l'MPS si tratta di argomentazioni "trite e ritrite" che mettono in secondo piano la vera e unica notizia della presa di posizione del Municipio, cioé il rifiuto di rendere pubblici i redditi da lavoro. Una questione "politicamente rilevante" e per più ragioni, sostiene l'MPS, che li espone nei seguenti punti: 

a) "La questione vera che è posta con il referendum lanciato è quella del cumulo di redditi. Liberi professionisti, imprenditori, ed altre simili figure professionali possono continuare ad esercitare le loro professioni e a fare i municipali. Con i redditi previsti per la loro attività municipale (estremamente elevati a nostro parere), che vanno ad aggiungersi a quelli percepiti con la continuazione delle loro attività (che non conosciamo e non conosceremo, ma che, a questo punto, immaginiamo siano cospicui), essi raggiungono redditi assolutamente inaccettabili in un cantone nel quale la discussione su cosa sia un reddito “dignitoso” veleggia attorno alla vergognosa cifra di 3'200 franchi mensili!"

b) "La pubblicazione dei redditi da lavoro di municipali negli ultimi cinque anni permetterebbe di capire se, effettivamente, l’assunzione di pesanti oneri di lavoro nell’amministrazione del comune abbia penalizzato in modo corrispondente la loro attività professionale. È invece nostra convinzione, e pensiamo opinione diffusa tra la popolazione, che il fatto di occupare cariche pubbliche favorisca l’attività professionale privata dei municipali, in particolare in una serie di cosiddette libere professioni. Pensiamo che sia ora di affermare in modo chiaro questa evidenza sulla quale in realtà tutti concordano, giornalisti compresi; ma su cui tutti, ipocritamente, tacciono".

c) "Questo aspetto (cioè il rapporto tra carica pubblica e ritorno di immagine che favorisce le attività private, in particolare per liberi professionisti) non si manifesta solo durante l’occupazione della carica; ma, ne siamo convinti, si manifesta anche e soprattutto alla fine della carriera municipale. Quando una serie di contatti, di legami, una rete di conoscenze e di esperienze sono utili per lo svolgimento di determinate professioni. In questo senso le “preoccupazioni” che emergono nella risposta municipale sul futuro professionale dei municipali alla fine del proprio mandato appaiono semplicemente ridicole".

d) "Infine non può che sorprendere una risposta che, di fronte ad una chiara richiesta di trasparenza, afferma che la richiesta potrebbe essere accolta solo a certe condizioni (tra l’altro vaghe e che esulano dal dibattito in corso). O si è per la trasparenza o non lo si è: non ci sono e non possono esserci, in questo ambito, dei “sì ma…”. I principii, e la trasparenza nell’amministrazione della cosa pubblica ne è uno spesso invocato a vanvera, sono tali proprio perché non soggetti a condizioni. Il Municipio di Bellinzona, con questa sua risposta, mostra chiaramente di non avere bene in chiaro cosa sia il principio di trasparenza. Non siamo sorpresi!"

e) "L’MPS ricorda che, contrariamente a quanto Municipio e forze politiche di riferimento ripetono, le nostre rappresentanti in Consiglio Comunale hanno fatto proposte precise in merito alla remunerazione dei municipali. Hanno proposto un salario di riferimento simile a quello proposto dal Municipio; hanno semplicemente aggiunto che il municipale ha diritto solo a quella parte corrispondente alla differenza tra questo salario e il salario effettivamente percepito con la propria attività".

f) "Contrariamente a quanto afferma il Municipio di fatto questo sistema permette solo ad una piccola frangia di professioni di fare il municipale. Proprio per la mancanza di protezioni e di garanzie giuridiche, nessun normale salariato dipendente potrebbe lasciare la propria attività per fare il municipale potendo contare su un reintegro nella professione alla fine del mandato. Lo possono fare solo coloro che esercitano professioni liberali come quelle esemplarmente rappresentate nel Municipio di Bellinzona. Che poi costoro si permettano anche di chiedere “garanzie” ê un insulto alla fragilità e alla precarietà della condizione del lavoro salariato dipendente con il quale è confrontata la stragrande maggioranza dei salariati di questo Cantone".

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