
Lunedì la Michelin ha presentato la nuova selezione di ristoranti che hanno ottenuto una delle sue ambitissime stelle. In Ticino festeggiano il "The View" di Paradiso, che conquista la sua prima stella, e il "La Brezza", all'interno dell'Hotel Eden Roc di Ascona, che può adesso fregiarsi di una seconda stella. C'è però anche chi è rimasto a bocca asciutta. Anzi, che la sua unica stella l'ha proprio persa. È il caso dell'"Arté al Lago", ospitato all'interno del Grand Hotel Villa Castagnola a Lugano. Per Dany Stauffacher, patron di San Pellegrino Sapori Ticino, una vera e propria ingiustizia.
“Mi hanno colpito di più le stelle non date che quelle date”, esordisce. "Sono in disaccordo sul fatto di togliere la stella all'Arté". A essere messo in questione da Stauffacher è "il metro di giudizio" applicato dai giudici della celebre guida gastronomica. "Con quel sistema c'erano un paio di ristoranti ticinesi che avrebbero meritato la stella, cioè il 'Badalucci Taste Of Art' e il 'Cuntitt' di Federico Palladino".
Giudici "con la luna storta"
A influire sulla valutazione ci sono diversi fattori, umore incluso. "Sono cambiamenti dettati spesso da colui che fa le recensioni", commenta ai nostri microfoni. "Può succedere che magari il giudice non arrivi proprio di buon umore, o magari ha la sfortuna di capitare in quella che al ristorante è una serata storta. In ogni caso, non vai a togliere una stella così".
Un'alternativa è possibile?
Al sistema dei punti e delle valutazioni ci sono anche ristoratori che si oppongono e che non vogliono che il loro lavoro sia sottoposto allo strapotere dei critici gastronomici. "È una guerra persa", chiosa tuttavia Stauffacher. "La stella è la cosa a cui ambisce chiunque. È come vincere un campionato. Poi puoi anche viverci senza, però rimane un segno importante".

