
L’Osteria dell'Enoteca di Losone e l’Osteria Cuntitt di Castel San Pietro sono i due ristoranti ticinesi entrati per la prima volta nel firmamento delle stelle Michelin. Oggi, a Losanna, i due chef Federico Palladino e Jacopo Roventini hanno ritirato il prestigioso riconoscimento. Un traguardo importante, ma unicamente frutto di sacrifici e anni di lavoro? "Si deve già disporre di una certa classe in cucina". È il parere di Dany Stauffacher, patron della manifestazione San Pellegrino Sapori Ticino, che porta nel nostro cantone i più grandi chef stellati.
Lavoro, lavoro e lavoro
Il talento però non basta. "Il posto deve essere bello e ci deve essere un buon servizio", osserva Stauffacher ai nostri microfoni. L'ingrediente più importante è però ancora un altro: "Tanta, tanta passione! Perché per arrivare alle stelle non puoi lavorare solo otto ore al giorno. Non ho mai conosciuto cuochi che lavorano meno di 10-12 ore al giorno".
Con meno posti più facile mantenere la stella
Oltre alle novità di Losone e Castel San Pietro, altri sette locali hanno visto una riconferma delle loro stelle Michelin. Fra questi non c'è però la Villa Principe Leopoldo di Lugano, che ha perso la sua stella. Il prestigioso hotel oggi non ha voluto commentare, ma Stauffacher ridimensiona l'entità della perdita. "Io reputo il cuoco della Villa Principe Leopoldo uno dei migliori in Ticino. Oltretutto, probabilmente si tratta del cuoco che cucina per più persone: le altre realtà sono spesso ristoranti da 25-30 posti. Cucinare per poche persone facilita il mantenimento della stella Michelin".

