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Ticino
Stefano Rizzi nei guai a Barcellona
Redazione
12 anni fa
Nuova richiesta di denaro in arrivo dalla città spagnola. Dopo Beretta-Piccoli e Pedrazzini, stavolta la vittima della truffa è il direttore della Divisione dell'economia

"Attenzione: sto arenato."

È il titolo della mail giunta stamane a numerosi amici e contatti del direttore della Divisione dell'economia Stefano Rizzi, tra cui la nostra redazione.

Nel testo si legge che Rizzi è stato derubato a Barcellona (toh, questa non è nuova...) e non ha più né soldi, né carte di credito, né documenti.

L'ambasciata svizzera gli avrebbe permesso di prendere il volo di ritorno senza passaporto, ma per farlo Rizzi deve pagarsi il biglietto. E non avendo più modo di accedere ai suoi conti, evidentemente ha bisogno che qualche amico generoso gli spedisca dei soldi via Moneygram. Per farlo, nella mail vengono elencati i contatti di Rizzi, ossia indirizzo mail e numero di telefonino.

Una mail, purtroppo per i suoi malintenzionati autori, troppo simile a quelle già giunte in Ticino negli scorsi tempi, in più occasioni.

A metà giugno erano stati i granconsiglieri Gerry Beretta-Piccoli e Alex Pedrazzini, tra gli altri, a chiedere denaro in quanto vittime di furto a Barcellona. Entrambi avevano poi prontamente smentito di essere stati nella città spagnola, tantomeno di essere stati derubati.

Perché in realtà sia Rizzi che Beretta-Piccoli e Pedrazzini sono rimasti vittime non di furto di denaro, bensì di furto di identità.

E quindi, ancora una volta, non possiamo che lanciare un controappello. Pur con tutto il bene che potete volere a Stefano Rizzi, non mandategli denaro. Non finirebbe a lui, bensì a quei già citati malintenzionati autori della mail, i quali oltre a essere disonesti sinceramente peccano anche un po' di fantasia.

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