Cerca e trova immobili
Ticino
Stazioni di servizio: "In Ticino situazione scandalosa"
Stazioni di servizio: "In Ticino situazione scandalosa"
Stazioni di servizio: "In Ticino situazione scandalosa"
Redazione
9 anni fa
UNIA torna sul tema dopo l'entrata in vigore del CCL che esclude il Ticino dall'obbligatorietà di un minimo salariale

Il sindacato Unia è tornato sul tema a gamba tesa dopo l'entrata in vigore del contratto collettivo che ha però escluso il nostro Cantone dall'obbligatorietà di un minimo salariale (vedi articoli suggeriti).

Per il segretario regionale Enrico Borelli è un quadro gravissimo che rischia di ripercuotersi pesantemente sul resto del mercato del lavoro Cantonale. Dal primo febbraio di quest’anno in Svizzera è in vigore il nuovo CCL per il personale delle stazioni di servizio che prevede anche un salario minimo di 3'600 franchi lordi al mese per 13 mensilità. Salario che però le nostre stazioni non sono obbligate a rispettare. La decisione è dello stesso Consiglio Federale che a dicembre ha accolto il ricorso dell’associazione mantello ticinese (nella quale rientrano gruppi come Centonze, Piccadilly, Carburoil,  eccetera). Il motivo? 3600 franchi al mese, da noi, sono troppi.

La situazione, come detto, per Unia è inaccettabile; le soglie salariali ticinesi - che si aggirano attorno ai 3'000 franchi lordi al mese senza tredicesima - non costituiscono infatti solo un affronto ai circa mille lavoratori attivi, ma anche un vero e proprio problema politico. Da qui la richiesta alle associazioni padronali di prevedere almeno un periodo di adattamento. 

E se per un ricorso i tempi non sono ancora maturi, l’appello alla politica è chiaro: “Chiediamo ai rappresentanti ticinesi a Bellinzona e a Berna di intervenire per porre un freno a questa situazione”, ha dichiarato il sindacalista Giangiorgio Gargantini.

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino delle 18.45

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata