
Quello che accade ormai quotidianamente alla stazione di Mendrisio «non è un’allucinazione collettiva, bensì una sequenza brutale di fatti gravissimi. Non stiamo parlando di sensazioni, ma di incolumità fisica messa a rischio». Non usa giri di parole il consigliere comunale Massimiliano Robbiani (Lega dei Ticinesi) in un’interrogazione inoltrata al Municipio a seguito dei due interventi di polizia in due giorni resisi necessari tra la pensilina dei bus e l’immobile delle FFS. «Secondo l’Esecutivo, l'ondata di violenza che sta travolgendo il territorio di Mendrisio sarebbe nient'altro che ‘percezione’», si legge nell’atto parlamentare. «Stando alle loro risposte sistemiche alle nostre interrogazioni, i cittadini starebbero immaginando tutto, o peggio, si tratterebbe di fatti di poco conto. Questa negazione della realtà è diventata inaccettabile».
Il quadro
La realtà dei fatti «mostra che tafferugli e lanci di sassi sono diventati la norma, non l'eccezione. La gente ha paura di fare un gesto banale come prendere il treno o aspettare il bus. Individui squallidi tengono in ostaggio la pensilina della stazione, agendo indisturbati. Siamo stanchi di vedere le autorità liquidare la sicurezza dei cittadini come un semplice ‘problema percettivo’», si legge ancora.
Le domande
Si chiede quindi al Municipio quanti interventi della Polizia Comunale e della cantonale sono stati registrati nell’area della stazione e della pensilina negli ultimi sei mesi e, se i numeri confermano un aumento, «come può il Municipio continuare a parlare di semplice ‘sensazione di insicurezza’». Si domanda altresì perché non è stato ancora predisposto un presidio fisso o un pattugliamento ad alta frequenza nelle ore critiche, «nonostante le segnalazioni quotidiane di tafferugli e lanci di sassi», e «chi sono i soggetti che stazionano quotidianamente presso la pensilina creando disordini. Si tratta di individui già noti alle forze dell'ordine? Se sì, quali misure di allontanamento sono state intraprese?»
Di seguito gli altri quesiti posti:

