
Questa volta il Consiglio di Stato si schiera con Norman Gobbi.
Quando il direttore del Dipartimento delle istituzioni aveva dichiarato alla NZZ che a suo dire era inutile trattare con l'Italia, il Governo se ne era distanziato.
Ma quando Gobbi, nel giugno scorso, paventò la chiusura temporanea delle frontiere per fronteggiare il forte afflusso di migranti alla frontiera ticinese, era legittimato a farlo, secondo il Consiglio di Stato.
Lo si legge nella risposta governativa a un'interrogazione della socialista Lisa Bosia Mirra, che considerava tali dichiarazioni poco ragionevoli.
"Le preoccupazioni del nostro collega erano legittime, poiché in questi casi è difficile prevedere l’evoluzione di un fenomeno di una tale portata" scrive il Consiglio di Stato in risposta a Bosia Mirra. "Le dichiarazioni devono essere sempre contestualizzate al preciso momento in cui sono state esternate. L’importante afflusso di richiedenti l’asilo provenienti dall’Italia nel giugno scorso avrebbe potuto comportare problemi di non facile soluzione dal punto di vista della sicurezza e dell’ordine pubblico".
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