
I Verdi prendono carta e penna e scrivono ai presidenti di partito e alla presidenza del Gran Consiglio. Tema della missiva: uno statuto speciale per il Ticino. “Non vogliamo diventare la Valle d’Aosta della Svizzera” chiarisce immediatamente il coordinatore Sergio Savoia “ma i problemi che abbiamo sul nostro territorio causati dagli accordi con l’Unione Europea sono molti”. Così i Verdi, dopo l’ennesimo episodio di violenza nel Mendrisiotto chiedono di tirare fuori dal cassetto un’iniziativa lanciata nel 2009. Il tutto perché, dice Sergio Savoia, è tempo che a Berna il Ticino diventi un caso nazionale. E gli altri partiti come rispondono all’invito lanciato oggi dai Verdi? Per la vicepresidente del Partito socialista, Pelin Kandemir, è auspicabile sedersi a un tavolo coinvolgendo soprattutto la deputazione ticinese alle Camere federali. “Sicuramente il Ticino ha caratteristiche che altri cantoni non hanno. Tuttavia mi sembra un po’vago parlare di statuto speciale. Bisogna quindi individuare prima le misure da applicare” dice la vicepresidente socialista. Per Fabio Regazzi, PPD, la proposta dei Verdi è da valutare nel dettaglio. “E’vero che ci sono i presupposti per chiedere misure speciali ma bisogna valutarli” sostiene Regazzi che aggiunge “non dobbiamo però enfatizzare la nostra specificità, se no a Berna facciamo la solita figura di quelli che si lamentano e basta”. Per il capogruppo Plr in Gran Consiglio Christian Vitta la situazione attuale, per quanto riguarda la sicurezza, impone una reazione tempestiva. “Ad esempio bisogna aumentare le forze in campo, magari coinvolgendo le forze dell’ordine degli altri cantoni. Parlare di statuto speciale rischia di essere un semplice slogan” sostiene Vitta. Per l’UDC Marco Chiesa, l’invito dei Verdi può essere senz’altro accolto se tutela gli interessi del nostro cantone. “Il problema – dice il deputato demo centrista – è che siamo di fronte al totale fallimento della deputazione ticinese alle camere. Nove deputati su dieci, che hanno votato per i bilaterali e Schengen, non rappresentano gli interessi del cantone. Noi preferiamo in questo senso discutere con uno come Blocher che a Berna ha comunque più peso”. E infine il presidente della Lega, Giuliano Bignasca, che dice “sono dieci anni che lo diciamo. La proposta dei Verdi può andare bene, anche se ai tempi erano favorevoli ai bilaterali. Per noi statuto speciale vuol dire trasparenza sui soldi che mandiamo a Berna. Poi: abolire la libera circolazione e presidio delle Guardie di confine 24 ore su 24 di tutti i valichi”. [email protected]
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