
La Lega dei ticinesi teme abusi nella concessione dello statuto S, previsto per i rifugiati ucraini. In un'interpellanza, undici deputati leghisti, capitanati da Alessandro Mazzoleni, chiedono al Governo se la situazione del Ticino sia paragonabile a quella del Canton Berna. Recentemente, in un'intervista al Tages Anzeiger, il consigliere di Stato bernese Pierre-André Schnegg (Udc) ha dichiarato che la maggior parte delle richieste di statuto S oggi sono presentate da rom. Lo stesso avverrebbe in molti altri Cantoni. Schnegg ha sostenuto che spesso i richiedenti presentano documenti ucraini di dubbia provenienza, in quanto molti richiedenti non parlano né l'ucraino né il russo. "Se così fosse anche in Ticino - stimano gli interpellanti - al più presto vanno presi dei provvedimenti".
Organizzazioni criminali
Schnegg ritiene che queste persone siano sfruttate da organizzazioni. Secondo quanto dichiarato dal politico Udc al Tages Anzeiger, nel Canton Berna intere famiglie di richiedenti ("a volte più di dieci persone") lasciano il territorio dopo uno o due mesi, una volta ottenuti gli aiuti sociali previsti dallo statuto S. Il consigliere di Stato bernese suggerisce di concedere lo statuto S unicamente agli ucraini provenienti da zone gravemente colpite dalla guerra. Inoltre, secondo Schnegg, lo statuto S per i beneficiari già presenti sul territorio dovrebbe essere sostituito da dei permessi di soggiorno ordinari, a condizione che le persone interessate siano sufficientemente integrate da condurre una vita indipendente.

