
L'Ucraina è ancora devastata dalla guerra e ancora non si intravede la fine del conflitto. Per questo motivo, a inizio mese il Consiglio federale ha deciso di prolungare lo statuto S di 18 mesi, fino a marzo del 2026. "È ancora realistico parlare di 'orientamento al rimpatrio' per uno statuto che durerà al minimo 4 anni?" Lo chiede il consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega) in un'interpellanza al Consiglio federale. "Alla luce di questa evoluzione - domanda Quadri - il CF si attende il rimpatrio volontario di quale percentuale degli ucraini presenti in Svizzera?".
Le domande
Quadri pone una lunga lista di domande relative allo statuto S, concesso agli ucraini in fuga dalla guerra. Tra queste, "lo statuto S è ormai in vigore da oltre due anni e mezzo. Come mai, sulla scorta dell’esperienza fatta in questo periodo, e dei numerosi abusi commessi, il CF non ha ritenuto di correggere in senso restrittivo le prestazioni garantite dallo statuto S?"; "Se un titolare di statuto S commette un reato che prevede l’espulsione dalla Svizzera, l’espulsione viene effettivamente pronunciata? Oppure si ritiene che un allontanamento non sia possibile?"; "A quanto ammonta la spesa sanitaria generata dai titolari di statuto S?". E ancora: "Quali possibilità ha l’ente pubblico di accertare la reale situazione patrimoniale dei titolari di statuto S, o anche solo la proprietà degli spesso lussuosi veicoli in loro possesso?"

