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Ticino
"Statalismo selvaggio in Ticino. E non è colpa della sinistra"
"Statalismo selvaggio in Ticino. E non è colpa della sinistra"
"Statalismo selvaggio in Ticino. E non è colpa della sinistra"
Redazione
9 anni fa
Nuova esplosiva opinione di Pamini, stavolta contro il Gran Consiglio. "Il fallimento della LIA basta come esempio"

Mentre comincia a placarsi la polemica sull'opinione pubblicata settimana scorsa da Paolo Pamini sul Corriere del Ticino per spiegare le differenze salariali tra uomini e donne (vedi articoli suggeriti), ecco che il vulcanico deputato de La Destra torna alla carica con un nuovo articolo potenzialmente esplosivo.

Anche perché stavolta nel mirino di Pamini non vi sono solo le "progressiste coi pantaloni", bensì addirittura "tutte le forze politiche di sinistra e di destra nelle società occidentali, compresa la Svizzera e il Ticino".

La colpa di tutte queste forze, secondo il deputato de La Destra, è di essere invase da uno spirito statalista, che danneggia non solo i contribuenti, ma tutti i cittadini "a causa della confusione legislativa che continua ad accumularsi".

"Quando c'è un problema, oggi si grida che la politica non fa abbastanza e che il Parlamento dovrebbe emanare una nuova legge" scrive Pamini nel suo articolo pubblicato sul Giornale del Popolo. "Si può ancora parlare di diritto se ogni colpo di vento rischia di modificare le leggi che tutti siamo in teoria chiamati a conoscere, per poterle rispettare?"

Pamini sostiene in pratica che i legislativi, compreso il nostro Gran Consiglio ticinese, producono troppe modifiche di legge, rendendo "le regole del gioco sociale sempre più complesse, instabili e a lungo termine insicure".

"D'altra parte, quando un parlamentare vota pensa a questioni di principio o tutt'al più a qualche caso ipotetico, ma non può materialmente sapere chi verrà esattamente colpito e in che modo dalla legge che sta per partorire" scrive Pamini. "Il fallimento della LIA in Ticino basta come esempio."

Pamini confronta quindi le dinamiche del parlamento con quelle del tribunale. "Pure questi decide le sorti di altre persone. Ma prima di tutto è stato chiamato in causa, anziché intromettersi senza richiesta negli affari altrui. E soprattutto si esprime su di un caso concreto, anziché su norme generali astratte. Il lento lavoro dei tribunali accumula, sentenza dopo sentenza, un corpo coerente di regole: la giurisprudenza, sulla quale giudici futuri di principio costituiranno le prossime sentenze in un nuovo caso concreto."

"Il vero diritto è pertanto scoperto nei tribunali anziché prodotto nei parlamenti" scrive Pamini, "così è stato nei secoli prima della nascita dell'illusione statalista. Il primo è lento, incerto nell'immediato, ma crea regole coerenti e stabili nel tempo."

"La legislazione invece così come rapidamente viene rapidamente va, e crea nei decenni incertezza" prosegue Pamini. "Peggio ancora, anziché cancellare leggi fuori posto, i parlamentari ne aggiungono altre, con la felicità dei burocrati e di qualche loro elettore, ma a danno del comune vivere civile."

"Riflettiamoci" conclude Pamini. "La sinistra in Gran Consiglio pesa poco, lo statalismo selvaggio lo causano ben altri."

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