
Manca pochissimo alla seconda "risottata di confine" organizzata da Ticinonews e dal ristorante stellato Piccolo Lago di Verbania che, vi ricordiamo, si terrà stasera, a partire dalle 18:30, in Piazza Lago, nei pressi del Porto Vecchio di Cannobio.
L’ormai indissolubile sodalizio tra lo Chef 2 stelle Michelin, Marco Sacco, e la redazione di Ticinonews, è lieto di ospitarvi con una speciale risottata che rappresenterà un’ottima combinazione tra le eccellenze gastronomiche del Verbano e quelle ticinesi.
Mattia Sacchi, caporedattore di TicinoNews (nella foto mentre si prodiga in consigli culinari con chef Sacco), sta ultimando i preparativi per l'evento e già non vede l'ora di bissare il successo della prima risottata di Brissago.
Tra Canton Ticino e Italia esistono da anni dissapori per la questione frontalieri: cosa ne pensi in merito?Credo che la questione sia parecchio sfruttata dai politici di ambedue le parti che, trascendendo dalle mere questioni diplomatiche, creano uno scontro, forse immotivato dal punto di vista culturale, tra due popolazioni che hanno molte più cose in comune di quante le divergenze politiche lascino intendere.
Come dicevamo, il 15 giugno, a Brissago, c’è già stata una prima risottata frontaliera. Cosa vi ha spinti a organizzare il “bis”?Il fatto che il primo evento sia andato molto bene nonostante Brissago sia un comune particolarmente scomodo da raggiungere, e nonostante avessimo programmato l’evento per un venerdì lavorativo. Tantissima gente ha scelto di passare la propria pausa pranzo con noi e ci ha fatto enormemente piacere. L'organizzazione della seconda risottata è stata inoltre facilitata dalla gentile collaborazione del sindaco di Cannobio, Giandomenico Albertella, che con entusiasmo si è offerto di ospitare l'evento.
Il vostro è un sodalizio vincente. Com’è collaborare con Chef Sacco?Molto facile. Sacco è una persona aperta alle idee, e questo si riflette anche nel suo modo di gestire e concepire la filosofia del Piccolo Lago, il suo ristorante dove, sebbene la cucina sia di assoluto livello, non ci si ritrova in soggezione ma si respira un ambiente famigliare. Nonostante sia uno degli chef più importanti d’Europa ha infatti un approccio molto amichevole. Mi piacerebbe essere, a livello giornalistico, quello che lui rappresenta per la cucina.
Come mai avete scelto proprio il cibo come “espediente” per abbattere i confini?A dire il vero, non è stata un’idea premeditata. Tutto è nato da una chiacchierata con Chef Sacco che, tra l’altro, ha brillantemente fatto notare come il Lago Maggiore non abbia confini, bensì accomuni la gente del Locarnese e quella del Verbano, che alla fine di tutto rimane semplicemente Gente di Lago.
L’evento è aperto a tutti. Cosa dovrebbe spingere le persone a parteciparvi?Beh, non capita tutti i giorni di vedere uno Chef 2 stelle Michelin preparare un risotto nella splendida cornice di Piazza Lago… Poi è un momento conviviale e pure gratuito, un dettaglio che io, da buon genovese, apprezzo sempre... (ride, ndr).
Pensi che al termine della cena vedremo solo cittadini molto sazi, o anche un po’ più tolleranti?Non abbiamo la pretesa di risolvere diatribe, più grandi di noi e che possono risolvere solo le autorità ticinesi e italiane. Forse però un piatto di risotto italiano accompagnato con del formaggio svizzero potrebbe illuminarci simbolicamente su come gli elementi, assieme e non divisi, abbiano più gusto...
Insomma… Sarà un risotto stellato ad abbattere il confine tra l’Italia ed il Canton Ticino?Il confine rimane, ma il fatto che il 15 giugno molti italiani siano venuti in visita in Ticino e che, molto probabilmente, stasera molti ticinesi entreranno in Italia, lo rende sicuramente più sottile.
SF
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

