
Due milioni di euro. Sono i fondi stanziati per risanare l'impianto di depurazione di Porto Ceresio, che da anni riversa liquami nelle acque del lago di Lugano. Stamane è stato presentato il progetto di risanamento della rete fognaria di Laveno Ponte Tresa, Brusimpiano e Porto Ceresio, i cui lavori dovrebbero terminare entro la fine del 2019. Presenti all'incontro i sindaci dei tre comuni italiani, l'assessore della Regione Lombardia Francesca Brianza e, da parte ticinese, il presidente del Governo Manuele Bertoli e il deputato Fabio Schnellman, da noi interpellato.
"L'incontro è stato positivo, anche se, sinceramente, siamo rimasti un po' perplessi per le tempistiche. Ci aspettavamo che i lavori sarebbero terminati prima, invece dobbiamo aspettare altri tre anni. Ma ben venga che si è trovata una soluzione a un problema che ci sta assillando da circa 10 anni".
A causa del depuratore malfunzionante, da un paio d'anni le acque del lago attorno ai comuni toccati sono state dichiarate non balneabili. Il prossimo rilevamento è atteso in luglio da parte di Legambiente. Visto che non è cambiato nulla dal profilo tecnico, "probabilmente anche quest'anno lo stato delle acque non è cambiato" aggiunge Schnellman.
Il deputato PLR, che da anni si batte per la salvaguardia del lago, saluta con favore la presenza del Consigliere di Stato all'incontro odierno. "Significa che il tema è sentito. D'altronde il problema riguarda anche il Ticino. Proprio in faccia a Porto Ceresio, a pochi chilometri di distanza, c'è il villaggio più bello della Svizzera, Morcote".
Nei prossimi giorni, spiega ancora Schnellmann, verrà pubblicato il capitolato per la mappatura delle zone a rischio. Una volta evaso il concorso, Schnellmann stima che dovrebbero partire i lavori.
Per quanto riguarda la questione finanziaria, specifica ancora il deputato, i soldi saranno a carico della Regione, nell’ambito del Patto per la Lombardia, della Provincia e dei comuni.
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