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Stand di tiro di Bidogno: confermato lo stop
Stand di tiro di Bidogno: confermato lo stop
Stand di tiro di Bidogno: confermato lo stop
Redazione
7 anni fa
Il Tribunale federale ha respinto il ricorso dei tiratori: si potrà sparare solo tre mezze giornate all'anno

Le attività del poligono di tiro di Capriasca restano sospese. La suprema Corte federale ha infatti respinto il ricorso presentato dalla Società Franchi Tiratori Bidogno (SFTB), che gestisce il poligono, contro la decisione del Tribunale amministrativo cantonale (Tram) dell 23 aprile scorso di confermare il divieto d'uso della struttura, eccetto due tiri obbligatori e un tiro in campagna (tre mezze giornate all'anno). 

Il 30 maggio 2017, ricordiamo, l'Esecutivo aveva imposto in via cautelare lo stop a ogni attività in seguito all’opposizione di numerosi cittadini alla domanda di costruzione per trasformare e ampliare l'impianto di tiro. Il Municipio aveva pure ordinato alla SFTB di presentare una domanda di costruzione a posteriori per dei lavori realizzati senza licenza edilizia.

La SFTB era insorta al Consiglio di Stato prima e al Tribunale cantonale amministrativo poi. Con decisione del 7 settembre 2017, la Corte cantonale aveva concesso l'effetto sospensivo al ricorso proposto contro l'ordine cautelare, che era stato dichiarato immediatamente esecutivo, permettendo due tiri obbligatori e un tiro in campagna (tre mezze giornate all'anno), come praticato in passato.

Il 20 giugno 2018 il Governo aveva annullato la risoluzione municipale limitatamente al divieto d'uso, autorizzandolo durante tre mezze giornate. Adito dalla SFTB, con giudizio del 23 aprile 2019 il Tribunale cantonale amministrativo ne aveva respinto il gravame. La STFB si era quindi rivolta al TF chiedendo, in via principale, di annullarla unitamente all'ordine municipale cautelare, eventualmente di riformare quest'ultimo imponendo un divieto di utilizzo solo per il tiro sportivo. In via subordinata la SFTB chiedeva di ammettere l'attività di tiro per cinque mezze giornate all'anno.

Il TF, si legge nella sentenza del 26 giugno scorso pubblicata ieri, ha rilevato che “il poligono, come visto, è utilizzato anche per altre pratiche di tiro oltre a quelle militari e che tale trasformazione costituisce un cambiamento di destinazione soggetto a licenza”. Pertanto, l'ordine di sospendere la nuova utilizzazione è stata ritenuta giustificata. La struttura potrà comunque essere utilizzata per i tiri obbligatori.

Anche per i giudici di Mon Repos non vi è “un prevalente interesse a effettuare il tiro sportivo nel poligono, che presenta inoltre una struttura modesta e attempata, gestita da una società di tiro che conta soltanto 25 membri”.

(Sentenza 1C_294/2019 del 26 giugno 2019)

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