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Stand di Bidogno: "Affermazioni incomplete e fuorvianti"
Stand di Bidogno: "Affermazioni incomplete e fuorvianti"
Stand di Bidogno: "Affermazioni incomplete e fuorvianti"
Redazione
9 anni fa
Il Comitato di quartiere di Bidogno-Corticiasca replica all'Associazione Franchi Tiratori

Il Comitato di quartiere di Bidogno-Corticiasca ha replicato in data odierna alla presa di posizione dei Franchi Tiratori di Bidogno dello scorso 9 marzo tramite un comunicato stampa, nel quale le affermazioni dei Tiratori vengono definite "non corrette, incomplete e fuorvianti".

Riportiamo di seguito il comunicato del Comitato di quartiere di Bidogno-Corticiasca:

Stand di tiro di Capriasca-Bidogno: le sparate dei Franchi Tiratori non centrano il bersaglio della trasparenza e della correttezza

A seguito della fuorviante nota stampa diffusa dall’Associazione Franchi Tiratori di Bidogno e ripresa negli scorsi giorni da diversi media, il Comitato di quartiere (CQ) di Bidogno-Corticiasca, promotore della petizione “NO all’ampliamento di un poligono di tiro in Capriasca!”, ritiene doverose alcune precisazioni.

• L’attuale stand di tiro è stato concepito nella seconda metà del ‘900 con l’intento di permettere ai pochi militi del paese lo svolgimento del tiro obbligatorio e del tiro di campagna, questo sull’arco di tre mezze giornate all’anno.

• La vetusta struttura, composta da quattro pali e una tettoia e senza un sistema di marcatura elettronico, col trascorrere dei decenni ha viepiù perso d’interesse per la popolazione locale, tant’è che per più anni nemmeno si sono svolti degli esercizi di tiro.

• La situazione è radicalmente mutata nel 2014 quando un gruppo di appassionati di tiro provenienti da ogni angolo del Cantone, dopo essersi accorto dell’esistenza di un poligono abbandonato in Capriasca, ha preso in mano le redini dell’AFT e del suo stand.

• I nuovi vertici dell’AFT, dei quali per quanto noto nessuno domiciliato in Capriasca, hanno imposto alla popolazione un calendario di quindici giornate (il sabato mattina e il sabato pomeriggio), ossia trenta mezze giornate all’anno!

• Negli scorsi due anni la popolazione capriaschese, senza nulla poter dire, si è quindi vista confrontata con un numero di appuntamenti di tiro che solitamente la toccavano nell’arco di 20 anni!

• Da quanto apparso sulla stampa specializzata (Tiro Ticino), l’intenzione del nuovo comitato dell’AFT è quella di promuovere lo stand di Bidogno per diverse discipline di tiro, tra cui il tiro ad avancarica e quello con l’impiego di armi da collezione, finalità ben diverse da quelle legate al tiro obbligatorio.

• Il CQ, su sollecitazione di gran parte della popolazione, si è subito attivato sia nei confronti del Municipio che della AFT per chiedere di ridurre i tiri alle tre mezze giornate consuetudinarie, purtroppo senza alcun esito. La tanto proclamata attenzione dell’AFT nei confronti della cittadinanza e delle sue esigenze si è concretizzata con la pubblicazione del calendario 2016 che ha confermato tutte le giornate di tiro del 2015.

• Il drastico aumento dei tiri (da tre mezze giornate a trenta) non solo ha creato un enorme disturbo fonico durante il fine settimana e quindi nei momenti in cui la popolazione ha la legittima ambizione di godere della tranquillità di casa propria, ma ha anche generato un forte aumento di traffico su una stradina di quartiere che i residenti, loro malgrado, hanno dovuto subire. Non essendoci posteggi in loco, diversi tiratori hanno inoltre regolarmente parcheggiato i loro veicoli all’interno della piazza di compostaggio, intralciando gli utenti di questa struttura.

• Alla domanda di costruzione del nuovo stand di tiro sono state interposte una quarantina di opposizioni e, parallelamente, si è provveduto al lancio di una petizione in tutta la Capriasca contro il rilascio della licenza edilizia. Ciò a conferma della forte contrarietà della cittadinanza che più di una volta negli scorsi tre anni è stata messa di fronte ai fatti compiuti, sia per i calendari di tiro sia per i lavori eseguiti all’infrastruttura in zona non edificabile senza inoltrare le dovute domande di costruzione.

• Le preoccupazioni sono però anche di natura economica. In base alle normative federali il Comune di Capriasca e in ultima battuta la cittadinanza sarebbero infatti chiamati alla cassa per una struttura anacronistica, contraria al Piano direttore cantonale e di fatto imposta da un’associazione di privati appassionati di tiro provenienti da tutto il Cantone.

• Ha probabilmente ragione l’AFT quando afferma che il progetto non riguarda un ampliamento. A ben vedere la domanda di costruzione ha a tutti gli effetti per oggetto la costruzione di un nuovo stand di tiro, essendo prevista la distruzione della tettoia attuale per far spazio ad una ben più ampia struttura in cemento armato ed estesa su due particelle.

• Senza volersi in questa sede chinare sulle questioni tecniche, sussistono dubbi fondati sulla conformità dell’attuale struttura alle vigenti normative di sicurezza e sulle immissioni. Come risulta dagli atti della domanda di costruzione, la stessa è stata presentata per la messa a norma con le attuali prescrizioni legislative, in particolare quelle sul tiro fuori dal servizio entrate in vigore nel corso dell’autunno 2016.

• In realtà la problematica che sta ora toccando Capriasca e in particolare il suo quartiere di Bidogno è di ben più ampio respiro. Anche altrove si sta infatti chiedendo alle Autorità di realizzare quanto prima un nuovo stand di valenza regionale al Monte Ceneri che vada a sostituire le svariate piccole strutture, fonte di forti disagi e inconvenienti alla popolazione.

• Se però altrove si è ormai certi del prossimo smantellamento delle infrastrutture locali, questo non può però al momento dirsi in Capriasca, dove - con la scusa di voler tutelare gli interessi della popolazione - un’associazione privata propone di decuplicare il calendario storico di tiro e costruire un nuovo stand per accogliere appassionati di tiro da tutto il Cantone. Trattasi di un progetto non più al passo con i tempi che va a svilire un intero quartiere.

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