
La stagione sciistica 2020/2021 si avvia verso la conclusione. Se alcuni comprensori ticinesi sono ancora aperti, alcuni, come Carì e Campo Blenio, hanno già chiuso i loro impianti ed è quindi tempo di bilanci. Nonostante il numero chiuso sulle piste e le disposizioni anti-Covid, con mascherina e distanze da mantenere, le importanti nevicate e le giornate di sole hanno attirato molti appassionati in montagna, tra chi ha scelto di andare in sci e snowboard, o chi ha preferito andare in slitta, con le pelli di foca o le racchette.
Ottimi passaggi a Carì e Campo Blenio
A Carì l’anno è stato sopra la media, conferma il direttore operativo Luca Müller. “Siamo andati meglio dell’anno scorso che è stata un’ottima stagione. Siamo arrivati ai 38mila primi passaggi”. Anche Campo Blenio chiude la stagione con un bilancio positivo. Rispetto all’anno scorso, in cui sono stati registrati 23mila passaggi, quest’anno si è arrivati a 30mila. “Abbiamo lavorato molto bene”, conferma Deni Vanbianchi, direttore della Società cooperativa Impianti turistici Campo Blenio. Nei giorni di maggiore afflusso i due comprensori sciistici hanno dovuto pure respingere alcuni sciatori. I numeri quindi sarebbero potuti essere ancora più alti.
A soffrire è stata la ristorazione
Unica nota negativa riguarda la ristorazione, che ha potuto offrire solo un servizio take-away. A Carì sono mancati “il 50-60% di incassi”, sottolinea Müller e togliere l’apertura delle terrazze, che è stata possibile solo per qualche settimana vicino alle vacanze di carnevale, non ha aiutato. Anche a Campo Blenio c’è stato un “grosso ammanco” per quanto riguarda la ristorazione, ma anche la mancanza delle settimane bianche organizzate dalle scuole si è fatta sentire, sottolinea Vanbianchi.
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