
Riciclaggio di denaro e conseguimento fraudolento di una falsa attestazione. Sono queste le imputazioni che sono valse una condanna a 180 aliquote giornaliere sospese e una multa di 5mila franchi all'imprenditore edile del Mendrisiotto che intendeva aprire una sauna a luci rosse in un suo capannone di Stabio.
Lo riporta il Corriere del Ticino, spiegando che il decreto di accusa è stato emesso dal procuratore generale John Noseda già nell'agosto 2012, ma che se ne è avuta notizia solo ora.
Il progetto della sauna a luci rosse, come noto, è stato abbandonato e i suoi due promotori sono stati condannati lo scorso dicembre alle Criminali per una serie di reati legati alla prostituzione.
Ora è emerso che insieme a loro il titolare dell'immobile, appunto l'imprenditore edile del Mendrisiotto, ha ingannato un notaio di Chiasso, inducendolo ad attestare nel diritto di compera del fondo firmato dalla parti un prezzo di gran lunga inferiore a quello effettivo.
Il Corriere del Ticino ricorda infine che l'imprenditore, nonostante trattasse con dei tenutari di bordelli, ha sempre negato di voler avviare un'attività a luci rosse a Stabio.
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