
È già braccio di ferro a distanza tra il Ticino e la Lombardia. Da una parte il sindaco del comune di Cantello dall’altra il direttore del dipartimento del territorio Michele Barra. Il motivo? Il progetto d’ampliamento della discarica d’inerti di Stabio arrivato di recente sul tavolo dell’esecutivo del varesotto. Il piano lanciato dalle autorità cantonali ticinesi che per ora è ancora sulla carta, parla di un ampliamento della discarica sul suolo svizzero, tra il territorio di Stabio e quello italiano, con la costruzione di una nuova area di smistamento degli inerti e di un frantoio per i rifiuti, nella frazione di Gaggiolo proprio a pochi passi dall’abitato. “Noi una nuova discarica vicino alle nostre case non la vogliamo, abbiamo già dato in passato” sbotta il sindaco di Cantello Gunnar Vincenzi. Secca anche la risposta del ministro Michele Barra “Se bisogna favorire l’economia ticinese, non faremo nessun passo indietro”. Insomma la linea dura prevale da entrambe le parti. “Non vogliamo altre colline della vergogna” continua il sindaco di Cantello facendo riferimento al primo sito di stoccaggio d’inerti creato dal cantone nel 2002 proprio tra Stabio e il Gaggiolo e aggiunge “gli abitanti sono seriamente preoccupati”. Proprio per questo l’esecutivo di Cantello in questi giorni si sta muovendo a livello regionale, cercando di fra breccia tra le autorità per evitare l’ampliamento della discarica. Il ministro Michele Barra comunque tira dritto: “Dobbiamo favorire l’economia ticinese” afferma e aggiunge “Non ho ancora sentito le rivendicazioni del sindaco di Cantello. Appena possibile darò tutte le risposte come sempre. Ma ripeto sull’economia ticinese nessun passo indietro. Vorrei anche dire che anche noi avremo tanto da recriminare contro i sindaci e gli assessori italiani vedi il caso della Stabio-Arcisate”. Clicca qui per vedere il servizio del TG di TeleticinoChristian Fini
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