
Ha fatto decisamente rumore la notizia della sospensione del finanziamento per la linea ferroviaria Mendrisio-Varese decisa dal Consiglio di Stato a causa del mancato rispetto dell'intesa da parte della Regione Lombardia, che non intende attivare la linea a partire da dicembre 2017, ma solo in seguito e in maniera ridotta.
Il consigliere nazionale UDC Marco Chiesa, da noi contattato, ha ricordato con un pizzico di ironia l’immagine del presidente del Consiglio regionale lombardo Raffaele Cattaneo e del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, “sorridenti su un treno delle FFS” in occasione dell’incontro avvenuto lo scorso 16 novembre con le FFS a Bellinzona (vedi articolo suggerito).
In quell’occasione Cattaneo aveva evidenziato "un ritardo da parte svizzera" in merito al completamento dei lavori della galleria del Ceneri. “Il tempo è galantuomo - ha commentato Chiesa - Fa sorridere, non eravamo noi quelli in ritardo?”
“Mi vien da pensare che tutti gli sforzi messi in campo siano tempo buttato via. Stiamo perdendo tempo con politici inaffidabili su tanti dossier. L’accordo fiscale, tanto per fare un esempio, non è all’ordine del giorno. Hanno una serietà politica che è finita sotto le scarpe”.
Il Governo ha già annunciato di voler congelare il finanziamento cantonale del 50% dei costi delle prestazioni tra Varese e Malpensa, pari a circa 2 milioni di franchi all’anno, di cui 1,45 netti a carico del Cantone. “Una soluzione politica? Congelare i ristorni e usarli per potenziare il trasporto pubblico nel Mendrisiotto e promuovere le nostre infrastrutture”, è stata la replica del consigliere nazionale UDC.
Dal Ticino in molti invocano una reazione da Berna e Chiesa ha annunciato di voler interrogare il Consiglio federale durante la prossima sessione: “I nostri consiglieri federali sono gli unici che credono di avere a che fare con interlocutori seri. Questi atti parlamentari devono far capire anche a Berna con chi abbiamo a che fare e che non devono meravigliarsi delle prese di posizione del Ticino, cha ha tutti i motivi di essere esasperato da situazioni come questa”.
Anche il consigliere nazionale PPD Marco Romano ha invocato una reazione da parte di Berna: "Lo dicevano già nonno e nonna: 'se ta la fan mia incöo, ta la fan duman... i taglian'. Et voilà, non precipitiamo le cose e i giudizi, ma se la notizia è confermata, la decisione necessita di una reazione forte da parte di Bellinzona verso Berna e poi verso Roma. I patti vanno rispettati e il non rispetto implica contromisure: non tutto è dato e dovuto!"
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