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Ticino
Stabio-Arcisate: cantiere deserto
Redazione
13 anni fa
Pochissimi operai oggi sul cantiere della linea ferroviaria. E l'area di stoccaggio non è stata trovata. Ma i sindacati sono fiduciosi

I curiosi che oggi si sono recati sul cantiere della linea ferroviaria Stabio-Arcisate sono rimasti delusi. Speravano di rivedere all'opera fior di lavoratori intenti a proseguire la costruzione della tratta italiana della Mendrisio-Malpensa, ma invece niente di tutto ciò. Qualche operaio si aggira tra i binari, ma per il resto il cantiere è deserto. Uno spettacolo molto diverso da quanto si vedeva prima del blocco, con oltre 300 operai al lavoro. Un inquietante segnale dopo le rassicurazioni giunte venerdì scorso dall'assessore alle infrastrutture e alla mobilità della regione Lombardia, Maurizio Del Tenno. Già il giorno seguente, sabato, erano infatti emerse perplessità riguardo allo stoccaggio del materiale contenente arsenico, per il quale sembrava non fosse ancora stata trovata un'area adatta. E in effetti, come ci conferma Antonio Massafra, del sindacato Feneal-UIL, l'area per lo stoccaggio definitivo dell'arsenico non c'è. "Non è ancora noto dove verrà stoccato il materiale contenente arsenico" spiega il sindacalista. "Le autorità, nel corso di un incontro tenutosi con noi dei sindacati, hanno detto di volersi prendere tre mesi di tempo per valutare le possibilità." Manca l'area, ma il cantiere può riavviarsi lo stesso. "Sì, perché gli attuali depositi di sabbia non sono saturi, per cui per i prossimi tre mesi potranno essere utilizzati come area provvisoria di stoccaggio" afferma Massafra. Sul cantiere, comunque, oggi non c'è nessuno. "L'annuncio della ripresa dei lavori risale solo a venerdì scorso" spiega Massafra. "Occorre tempo per rimettere in moto tutto il meccanismo. Ci vuole già una settimana solo per fare uscire i dipendenti dalla cassa integrazione. Poi bisogna riprendere i contatti con le ditte che hanno i lavori in subappalto e, piano piano, tutto il cantiere potrà riprendere. Quello che interessava a noi è che i lavoratori non perdessero il posto. E così è andata." Per come stanno andando le cose, sembra ora che la questione dello stoccaggio dell'arsenico sia stata solo un alibi per la ditta Salini. Se oggi le aree di stoccaggio non sono sature, come potevano esserlo settimana scorsa? Forse il blocco del cantiere è stato solo uno strumento per fare pressione? Le risposte a queste domande giungeranno probabilmente nelle prossime settimane. Sperando che, a quel punto, il cantiere viaggi di nuovo spedito verso l'obiettivo 2015.AS

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