
Gli allentamenti delle misure sanitarie stanno avvenendo in concomitanza a una ripresa dei contagi. Il Ticino non fa eccezione. Franco Denti, presidente dell’Ordine dei medici del Canton Ticino (OMCT), nel Tg di Teleticino si è mostrato scettico sull’opportunità di riaprire alcuni settori, non risparmiando critiche al Consiglio federale.
“Eccesso di coraggio”
“È una decisione coraggiosa, direi al limite di un coraggio di tipo estremo”, commenta Denti. “Le cifre epidemiologiche, in ripresa in Ticino e in Svizzera, indicano che la terza ondata è già cominciata. Nella vicina Italia, abbiamo visto che allentamenti delle misure hanno portato in due settimane alle zone rosse. A tal proposito ricordiamo che ogni giorno, da queste zone, in Ticino entrano 70'000 frontalieri. Io sarei stato più prudente, soprattutto perché la campagna vaccinale procede a rilento. Sono dell’idea che si debba ancora tenere duro e riaprire progressivamente, con l’avanzamento dell’immunizzazione della popolazione tramite i vaccini”.
Strategia dei test rapidi non chiara
Denti critica pure l’assenza di informazioni pratiche relative alla nuova strategia di test di massa adottata dal Consiglio federale. “Mi è parso di notare anche una mancanza di chiarezza, che sarebbe dovuta giungere oggi (ieri, ndr) dal Consiglio federale sulla questione dei test rapidi: le informazioni sono rimaste lacunose, non indicando quali test siano effettivamente rimborsati dalla Confederazione”.
Una terza ondata un po’ diversa, ma sempre pericolosa
Per scongiurare un aumento incontrollato dei contagi di fronte agli allentamenti annunciati, il presidente dell’OMCT si appella dunque alla responsabilità personale dei cittadini: “Dobbiamo cercare di contenere la terza ondata”, dichiara Denti. “Sappiamo che questa è dominata dalla variante inglese, più contagiosa e che potrebbe quindi determinare più casi, più ricoveri e più morti. Per fortuna, in Ticino è stata messa in sicurezza una parte consistente della fascia più fragile della popolazione. Almeno su questo fronte, dunque, la terza ondata sarà diversa dalle prime due. È bene però ricordare che molti pazienti a rischio non hanno ancora ricevuto il vaccino. È per questo che occorrono ancora prudenza e soprattutto fiducia nei vaccini: l’unico modo per tornare, almeno in parte, alla normalità è la vaccinazione di massa.
Sono convinto che con qualche sforzo in più, unito a un po’ più di senno da parte del Consiglio federale nelle riaperture e accompagnato da un’accelerazione della campagna vaccinale, potremo davvero vivere un’estate più normale”.
L’appello è quindi chiaro: “Sta a noi contenere la terza ondata. Ormai sappiamo cosa occorre: sacrifici personali e vaccinazioni.”
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