
Confrontata con il crollo degli introiti pubblicitari e con i problemi della cassa pensione, SRG SSR idée suisse ha bisogno di soldi, ma dal 2000 gli adattamenti del canone non hanno generato maggiori mezzi finanziari: questa è una situazione "unica nell'Europa occidentale", afferma il direttore generale Armin Walpen in un'intervista pubblicata oggi dalla "Neue Zürcher Zeitung".Sebbene incalzato più volte dal giornalista, Walpen evita di "chiedere" o "proporre" un aumento del canone: ciò perché - spiega - in base alla nuova concessione la SSR deve solo comunicare il suo fabbisogno finanziario al Consiglio federale. "Secondo la mia interpretazione giuridica avremmo potuto già fare questa comunicazione e il governo avrebbe potuto già decidere un aumento del canone per il 2009", ha puntualizzato il manager membro del PPD. "Posso dirle solo che noi non ci aspettiamo né nel 2009 né nel 2010 alcun movimento sul fronte delle tasse di ricezione". L'ultimo rincaro (+2,5%, quando la SSR aveva chiesto +6,5%) risale al primo aprile 2007.Interpellato riguardo alle critiche che sta generando nella Svizzera tedesca la prevista "convergenza" fra radio e televisione, Walpen si è difeso affermando di aver sempre comunicato in modo trasparente. "Sono convinto che ci troviamo sulla strada giusta e stiamo camminando nella direzione corretta", osserva. Il 61enne non ha infine voluto rispondere a domande concernenti un suo eventuale prossimo pensionamento.ATS
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