
Il massacro avvenuto nella città bosniaca di Srebrenica 20 anni fa, dove persero la vita 8'372 uomini e bambini, verrà commemorato domani in tutto il mondo e anche in Ticino.
A Lugano, in Piazza Castello, l'associazione bosniaca Bosona di Mezzovico, ha deciso di organizzare una commemorazione simbolica, con 8'372 tazzine di caffè piene, sparse per tutta la piazza, dal titolo "Perchè non arrivi?".
Il caffè - spiega l'associazione - nella cultura bosniaca, si beve con le persone care, per condividere momenti e pensieri. Spesso, viene preparato in anticipo quando si attende un ospite, un familiare. Nel luglio del 1995, le donne di Srebrenica furono evacuate per prime dall'enclave, mentre aspettavano con il caffè i propri figli, mariti, fratelli, amici, rimasti prigionieri. Ma questi, 8'372, non arrivarono mai. Vennero trovati, nelle fosse comuni diversi anni dopo. Mentre molti di loro, ancora oggi, non sono stati ritrovati.
L'associazione aveva fatto richiesta qualche mese fa al comune di Mezzovico-Vira di poter esporre un'insegna commemorativa recante la scritta "Never Forget Srebrenica 8372". Il Municipiò, come dimostrato da una lettera pubblicata dall'associazione Bosona su Facebook, negò il permesso, citando la Legge sugli impianti pubblicitari che specifica come un impianto pubblicitario non debba portare pregiudizio all’ordine pubblico. Quest’ultimo sarebbe stato altrimenti “compromesso da una vicenda che riguarda un buio capitolo della storia dell’ex Jugoslavia, che ha portato sicuramente dolore e tristezza in tutti i popoli coinvolti ma che, pur avendone il massimo rispetto e la massima comprensione, esula dal contesto prettamente locale in cui il Municipio è chiamato ad autorizzare o meno un impianto pubblicitario.” Il Comune ha quindi precisato di “non volere rinfocolare eventuali attriti tra comunità diverse che nel nostro Comune hanno sempre saputo convivere pacificamente”.
D'altro tenore invece la lettera inviata il 24 giugno da Marco Romano e Filippo Lombardi ai presidenti di Consiglio Nazionale e Consiglio degli Stati. Nella missiva si chiedeva all'Assemblea Federale di lanciare una commemorazione o un segnale per la giornata di domani, 11 luglio. L'invito è però stato declinato visto che "la decisione relativa a un nuovo atto commemorativo è di competenza dell’Ufficio del Consiglio nazionale e dell’Ufficio del Consiglio degli stati che fino a ora hanno sempre dimostrato una certa cautela nel commemorare eventi storici del mondo.” L’Assemblea federale ha inoltre addotto motivazioni relative alla tempistica, visto che una decisione di questo tipo andrebbe discussa e la prossima seduta ordinaria degli Uffici si terrà solamente in agosto.
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