
Non si placano le polemiche sulla manifestazione di sabato a Lugano a sostegno del 19enne Mark, lo studente della CSIA rimpatriato giovedì scorso con i famigliari in Ucraina. Nel corso della protesta in via Pretorio a Lugano, lo ricordiamo, le forze dell'ordine hanno dovuto ricorrere all'uso di spray urticante per sedare un alterco scoppiato tra alcuni presenti (stando al CdT online a un ragazzo sarebbe stato sottratto il cellulare).
Ad essere colpita dallo spray è però stata anche una passante la quale, interpellata dalla RSI, ha chiesto delle scuse ufficiali alla Polizia: "Voglio che si rendano conto che hanno fatto qualcosa che non doveva essere fatto, non hanno tutelato le persone che come me si sono trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato". "Nessuno ci ha aiutati. C’era gente che vomitava, altri che non riuscivano a respirare e ci siamo sentiti soli", ha spiegato la donna, ha dovuto ricorrere alle cure del Ponto soccorso, all'emittente di Comano.
Dal canto suo il capo del Dicastero sicurezza Michele Bertini ha spiegato che sì, la Polizia comunale era presente perché ha messo a disposizione degli agenti al servizio della Polizia cantonale, che conduceva le operazioni. "Mi auguro quindi che la Polizia cantonale nei prossimi giorni faccia chiarezza su quanto è successo; credo che sia dovuto a tutti i cittadini e in particolare a quelli che, come la signora, hanno avuto delle conseguenze negative personali a seguito dell’intervento", ha affermato. Sollecitata dalla stessa RSI, la Polizia cantonale ha spiegato vi amail che gli agenti intervenuti con lo spray "erano stati a loro volta aggrediti".
Già nella giornata di sabato l'ex presidente del Partito socialista di Lugano Alberto Leggeri aveva parlato di "scena umiliante" nel descrivere la perquisizione di alcuni manifestanti. A suo dire l'episodio è stato "umiliante anche per gli agenti chiamati ad obbedire ad ordini assurdi evidentemente impartiti dall'alto". Insomma "una situazione al limite del ridicolo per le forze dell'ordine e di umiliazione per giovani cittadini che manifestavano in tutta calma il loro disappunto per la politica repressiva nei confronti dei richiedenti l'asilo".
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