
Con Repubblica, il Corriere della Sera e il Fatto Quotidiano, ci sono ora praticamente tutti i quotidiani italiani, sulla lista di coloro che hanno riferito dello spot pubblicitario lanciato dalla Camera di commercio, dalla Società degli impresari costruttori, dall'Associazione interprofessionale di controllo e dall'Unione associazioni dell'edilizia per sensibilizzare i cittadini sul tema dei padroncini e dei distaccati.
I toni, anche sui più prestigiosi quotidiani, sono un po' sempre gli stessi. Si parla di "spot anti-italiano", "spot controverso" e così via. "Polemiche per lo spot svizzero: investire in Italia è pericoloso" titola, ad esempio, Repubblica.
Dal nostro Cantone giungono invece giudizi diametralmente opposti. Sono quelli espressi dalla Lega dei Ticinesi e dall'UDC, in due comunicati congiunti.
La Lega sostiene di aver preso atto "con gioia" della campagna. "Finalmente anche le associazioni di categoria si sono esposte in questa campagna iniziata già tempo fa da Giuliano Bignasca e da Michele Barra e continuata ora da tutta la Lega" scrive il partito, ribadendo di considerare inaccettabili i livelli dell'invasione di padroncini e distaccati.
L'UDC, dal canto suo, elogio lo spot definendolo "spiritoso, ironico e intelligente". Ma che i media italiani, "in un tripudio di superficialità, ansia da sensazionalismo e disinformazione patentata, hanno attaccato attenendosi ai comuni e spuntati diktat della dittatura politicamente corretta che si è imposta tra i mezzi d’informazioni occidentali sulle tematiche legate all’immigrazione."
"Lo spot lancia semplicemente un messaggio" aggiunge l'UDC, "rilanciando indirettamente i principi contenuti nell’iniziativa UDC “Prima i nostri”: preferire la manodopera locale a quella proveniente da Oltreconfine contribuendo a diminuire la disoccupazione e a rilanciare l’economia ticinese. Per far in modo che l’erba del vicino non sia sempre più verde della nostra."
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