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Comitato PLR
Speziali: "Sono il primo ad essere arrabbiato e deluso, serve un esame di coscienza"
Redazione
3 anni fa
Numerosi gli interventi durante il comitato cantonale del PLR. Gianini: "Dobbiamo fare i liberali radicali". Farinelli: "Ci manca la voglia di vincere e il senso della maglia".

Si è svolto ieri sera a Manno l'attesissimo comitato del PLR, durante il quale sono stati analizzati i risultati delle recenti elezioni federali. Tra i presenti il consigliere di Stato Christian Vitta, la capogruppo in Gran Consiglio Alessandra Gianella e i consiglieri nazionali Alex Farinelli e Simone Gianini. Tra gli assenti spiccano Natalia Ferrara (per impegni professionali) e Moreno Colombo, che sono stati protagonisti di un accesso scambio negli ultimi giorni.

Speziali: "Un esame di coscienza è necessario"

Di fronte a una sala quasi gremita, il presidente Alessandro Speziali ha aperto i discorsi: "Siete qui nonostante poche soddisfazioni", ha esordito il presidente. "Sono il primo ad essere ancora arrabbiato e deluso. Ma la scelta peggiore sarebbe relativizzare i nostri problemi. Un esame di coscienza è necessario e non è un esercizio alibi. Mi sono segnato ogni critica, anche le più feroci. Ho assorbito stimoli e suggerimenti. Abbiamo bisogno di prospettive. Non siamo il partito della resa dei conti, ma serve lungimiranza, coraggio e trasparenza. Siamo ancora molto legati a schemi del passato. Abbiamo già ottenuto molto e possiamo contare su diverse persone", ha dichiarato, ringraziando Alex Farinelli, riconfermato alla Camera bassa del Parlamento. "Siamo fieri di te ancor più di prima".

Pronto a discutere del suo mandato

Nonostante goda di un ampio appoggio del partito, Speziali si è detto pronto a discutere di tutto, anche del suo mandato. "Non sono il proprietario del partito, ma un suo servitore. Un presidente può lasciare la nave quando c’è bonaccia, non quando il mare è mosso". Poi ha guardato al futuro. "Dobbiamo migliorare la capacità di parlare: chiaro e meglio. Dobbiamo essere identificabili e smetterla di tentennare e denunciare i problemi. Siamo l’unica forza politica che non si è lasciata prendere dalla demagogia, ma dobbiamo essere più accessibili. Credere che conquisteremo i cuori perché abbiamo fatto tutti i compiti è un errore fatale". Oltre al bagno di umiltà, "ci serve un bagno di realtà. Dobbiamo guardare fuori dalle nostre stanze. Alle persone servono certezze, spesso alle questioni quotidiane. Dobbiamo sforzarci di essere un partito anche del 'qui e ora'. Non ci sono derive liberiste, le nostre sensibilità sono diverse da quelle del PLR nazionale. Siamo interclassisti".

Le analisi di voto

Stando alle analisi post voto, il parziale ago della bilancia per l’esito agli Stati sono stati il Locarnese (distretto di Fabio Regazzi) e il Mendrisiotto (distretto di Giorgio Fonio). 

Gianini: "Dobbiamo fare i liberali radicali"

A prendere la parola è stato poi il neo eletto al Consiglio nazionale Simone Gianini. "Non serve rivoluzione o autolesionismo", ha detto, volgendo lo sguardo ad altri partiti. "La destra è forte, favorita dal periodo storico. Fare politica populista e superficiale è più facile. E il sistema è sempre più bipolare, ma le nostre istituzioni politiche non sono pronte. Il Centro è redivivo, ha mostrato entusiasmo". Gianini si è poi concentrato sul PLR: "La rendita di posizione è terminata, dobbiamo rendercene conto. Lungi da me dare una ricetta, ma serve una presa di coscienza. Dobbiamo fare i liberali radicali".

Farinelli: "Ci manca il senso della maglia"

Alex Farinelli, rieletto in Consiglio nazionale, mancando l'elezione agli Stati, si è soffermato sulla campagna elettorale. "L’ultimo mese è stato molto impegnativo. Al secondo turno degli Stati, si vive la solitudine del candidato. Sulle tue spalle c’è una grande responsabilità perché ne va anche del risultato del partito. Grazie per l’aiuto che mi è stato dato, l’affetto che ho sentito è stata la benzina della campagna. Mi scuso perché non sono riuscito a darvi la soddisfazione di avere una vittoria. Ma per me è stato un grande onore poter rappresentare il PLR". Il sindaco di Comano ha poi analizzato cosa non ha funzionato: "Quello che ci manca è la voglia di vincere davvero e il senso della maglia. Da troppi anni ci siamo abituati a non vincere. Non cadiamo nella comodità di dire “vabbè, ormai le cose vanno così”. La maggior parte dei candidati non facevano l’unanimità nei loro partiti, ma quei partiti volevano vincere. Per vincere dobbiamo ritrovare l’amore per una maglia. La politica è fatta di persone e bisogna saperle coinvolgere", ha concluso, suscitando una standing ovation in sala.