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Ticino
"Spetta alle imprese decidere come potenziare le corse”
Foto CdT/Chiara Zocchetti
Foto CdT/Chiara Zocchetti
Lara Sargenti
5 anni fa
Il DT ha rilevato una quindicina di corse dei bus particolarmente sollecitate in tre distretti e ha invitato le imprese a inserire dei servizi aggiuntivi. Ma spetta alle imprese stesse decidere se far capo a risorse esterne

Una quindicina di corse dei bus fuori dal perimetro urbano e concentrate nelle regioni del Locarnese, del Luganese e del Mendrisiotto risultano particolarmente sollecitate e il Dipartimento del territorio ha richiesto alle imprese titolari della concessione federale di trasporto di inserire bus supplementari. Ma la valutazione se far capo o meno a risorse esterne per lo svolgimento di questo servizio aggiuntivo “spetta alle imprese di trasporto”. Lo indica il Consiglio di Stato, rispondendo a un’interpellanza inoltrata dai deputati PPD Fabio Battagglioni e Claudio Isabella, che chiedevano di subappaltare le corse più frequentate a ditte private in caso di necessità.

“Laddove vengono riscontrati limiti nella capacità di trasporto le imprese concessionarie sono tenute a introdurre corse aggiuntive”, scrive il Consiglio di Stato, indicando come esempio la tratta Biasca-Bellinzona via Preonzo in ora di punta mattutina. L’inserimento sistematico di corse supplementari in tutto il Cantone resta invece “concretamente impraticabile”. Lo stesso Consiglio di Stato si è rivolto alle autorità federali sollecitando un intervento, ma “le misure di contenimento della pandemia decise dalla Confederazione ed entrate in vigore lo scorso 18 gennaio rispettivamente il 1° marzo non contemplano provvedimenti riguardanti il trasporto pubblico”, ricorda il Governo.

L’esperimento della modifica di orario
Per sgravare l’affollamento sui mezzi pubblici nelle ore di punta e ridurre così i contratti stretti potenzialmente a rischio, lo scorso 12 novembre il DECS aveva deciso di modificare temporaneamente gli orari delle lezioni delle scuole medie superiori, posticipando per alcune classi l’ora di inizio a partire dal 23 novembre 2020. La misura, che ha suscitato “alcune reazioni negative da parte degli allievi che si sono visti comprimere le pause di mezzogiorno”, ha raggiunto solo in parte l’obiettivo ed è stata revocata dopo le vacante di Natale, il 7 gennaio 2021. Da un lato, spiega il Governo, la misura ha sgravato i mezzi pubblici utilizzati dagli allievi secondo l’orario originario, dall’altro ha aggravato altri aspetti con lo spostamento degli allievi in numero consistente. “È per esempio il caso per il liceo di Bellinzona e la Scuola cantonale di commercio che, siccome usufruiscono di spazi didattici in comune, hanno dovuto coordinarsi posticipando di un’ora l’inizio di tutte le lezioni”. Inoltre la riduzione del numero massimo di passeggeri da trasportare, in tempi di pandemia o in tempi ordinari, “ridurrebbe la capacità di trasporto e provocherebbe la necessità di pianificare il potenziamento della presa a carico dell’utenza da parte delle aziende di trasporto con un conseguente notevole aumento dei costi del trasporto pubblico”, fa notare il Governo. Visto il potenziamento del trasporto pubblico grazie all’apertura della galleria di base del Monte Ceneri, con il cambio d’orario del 13 dicembre 2020, la misura è stata infine revocata. “Il trasporto pubblico in Ticino è stato potenziato, permettendo una migliore distribuzione dei passeggeri sui mezzi pubblici ai quali fanno capo anche gli allievi delle scuole medie superiori”.

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