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Spese telefoniche, solo un ministro rinuncia al rimborso
Spese telefoniche, solo un ministro rinuncia al rimborso
Spese telefoniche, solo un ministro rinuncia al rimborso
Redazione
8 anni fa
Zali risponde a Pronzini, che va su tutte le furie: "Vi arrogate il diritto di versarvi ancora queste indennità. Vergognatevi"

Ad eccezione di Manuele Bertoli, che ha chiesto la sospensione del versamento, tutti gli altri quattro Consiglieri di Stato continuano a recepire un forfait mensile di 300 franchi per la copertura delle spese del telefono cellulare. Lo ha ribadito il presidente del Governo Claudio Zali, rispondendo a un'interpellanza di Matteo Pronzini (vedi articolo suggerito), il quale in aula ha sottolineato la mancanza legale di questa misura. 

Il deputato dell'MPS ha quindi chiesto il motivo della rinuncia da parte di un solo ministro. Il Governo non è entrato nel merito della questione, limitandosi a rispondere alla domanda posta nell'interpellanza. Un atteggiamento che ha mandato su tutte le furie Pronzini. È quindi partita l'invettiva: "È un atteggiamento prepotente e arrogante da parte del presidente del Governo che si rifiuta di rispondere. Offende me, voi granconsiglieri e tutti i cittadini. È una presa per i fondelli. Se un dipendente dello Stato venisse beccato a iniziare a lavorare alle 8.30 al posto delle 08.00 verrebbe licenziato. Vi arrogate il diritto di versarvi ancora queste indennità. È una vergogna per la popolazione". 

In seguito l'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio ha votato a maggioranza un preavviso che prevede un rimborso di 15'000 franchi (e non 18'000 franchi come proposto dal Governo) comprese le spese telefoniche per correggere le lacune formali e legislative emerse nei mesi scorsi.

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