
Ieri è stata una grande giornata di riapertura delle frontiere da parte della Svizzera. In sostanza ora è possibile andare in Italia per fare la tanto attesa spesa senza il rischio di dover pagare la multa per il turismo degli acquisti. In questi giorni di lockdown i ticinesi si sono sentiti un po’ costretti a spendere in Ticino, cosa risultata poco facile per molti nuclei famigliari che lamentano i prezzi troppo alti e paghe troppo basse. I colleghi di Teleticino sono andati alla Bennet di Como e di macchine ticinesi ce n’erano parecchie, malgrado il tanto acclamato appello dei commercianti locali a spendere sul territorio.
“Noi facciamo la spesa un po’ in Italia un po’ in Svizzera perché si risparmia” spiega una coppia che conferma di aver speso molto di più durante il lockdown. “Io farei anche solo la spesa in Ticino però non è economicamente possibile, a fine mese facciamo davvero fatica” aggiungono. Un’altra signora, invece afferma: “Di solito faccio la spesa in Ticino ma vengo in Italia per alcuni prodotti specifici. Non giudico chi fa la spesa in Italia, non bisogna puntare il dito, è evidente che c’è una differenza di prezzo”. Secondo l’interlocutrice, in Ticino i prezzi di svariati prodotti sarebbero addirittura aumentati durante il lockdown, “per approffittare dell’impossibilità a spostarsi oltre confine”.
Ma, il direttore di Migros Ticino, Lorenzo Emma smentisce “categoricamente” l’aumento dei prezzi.
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