
Sulle spese per la sperimentazione del PVP di Lugano, che superano la base legale, deve esprimersi il Legislativo cittadino. È la risposta della Sezione Enti Locali all'istanza presentata dal consigliere comunale socialista Raoul Ghisletta, che aveva contestato il credito di 183'000 franchi per la sperimentazione, e che ora chiede al Municipio di interrompere la prima fase di test, che inizierà a fine mese.
Del tema il Municipio ne discuterà nella sua seduta di giovedì prossimo, ma sembra intenzionato ad andare avanti per la propria strada. "Gli Enti Locali confermano in sostanza quanto già prospettato in un primo scritto inviato a luglio, cioé che le posizioni maggiori su alcune imposte di preventivo, che servono a finanziare le prove del PVP, andranno ratificate dal Consiglio comunale" sottolinea ai microfoni di Radio 3i il capo dicastero dello Sviluppo territoriale Angelo Jelmini. "Visto che abbiamo già assunto l'impegno di fare le prove e spendere questi importi, lo faremo in sede di Consuntivo. In tale ambito il Consiglio comunale sarà chiamato a deliberare su questi importi. Come? Per la seconda fase prevista l'anno prossimo, le relative posizioni saranno inserite nel preventivo 2020".
Se il Consiglio comunale non dovesse ratificare questi importi, spiega Jelmini, "il dossier passerà in mano alla Sezione degli enti locali, la quale dovrà esprimersi sulle conseguenze del superamento di spesa senza aver ottenuto il nullaosta del Consiglio comunale" (ndr. il limite finanziario per le spese non preventivate è di 100mila franchi). Per il municipale si tratta di "cifre assai contenute per rapporto alla spesa complessiva della città".
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