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Ticino
“Speriamo non sia troppo tardi”
Si dovrebbero concludere oggi i lavori in corso da fine ottobre a Glasgow per la Cop26. De Giovanetti: “Non ci sono solo priorità ambientali, ma anche sociali ed economici”

Oggi, in teoria, dovrebbero chiudersi i negoziati in Scozia per la Cop26. Dovrebbero perché in molti credono che i negoziati potrebbero durare anche per tutto il fine settimana. Anche se il presidente della Conferenza Alok Sharma ha detto che vuole chiudere i lavori oggi alle 19 e vuole un documento finale che mantenga il mondo sotto gli 1,5 gradi di riscaldamento.

Ancora tanti i nodi politici da sciogliere
Ma appunto, in realtà nessuno scommette che si possa chiudere stasera, tutti pensano che si continuerà a trattare nella notte e nella migliore delle ipotesi il summit si chiuderà sabato mattina. I nodi politici non sono infatti ancora sciolti: manca la revisione degli impegni di decarbonizzazione entro la fine del 2022, c’è da capire come e cosa fare con il mercato del carbonio e c’è la necessità di avere più trasparenza e regole per applicare l’accordo di Parigi sul clima.
Insomma, sarà una lunga giornata di negoziati, lunga e difficile: la potremmo definire come una corsa in salita e contro il tempo per arrivare al traguardo ambizioso di 1,5 gradi. La bozza che è uscita in queste ultime ore dal centro dove è in conclusione la conferenza contiene un invito ai governi ad accelerare sulle fonti rinnovabili per la produzione elettrica ed eliminare il carbone.

Momento storico
Ieri, nel frattempo, è arrivato un appello da oltre 200 climatologici ad agire immediatamente e in modo massiccio contro il riscaldamento globale. La Cop26 è stata descritta dagli esperti come un “momento storico per il destino del clima”. Ma, sempre ieri, dal Summit, inoltre è anche uscito un semi accordo tra Stati Uniti e Cina che può essere considerato come un buon segnale politico sull’esito della Conferenza.

Una conferenza diversa dal solito
Una conferenza sul clima diversa dal solito, ci ha raccontato da Glasgow Luca De Giovanetti, membro del Consiglio mondiale delle imprese per lo sviluppo. “Si è sviluppata una narrativa diversa, c’è stato un messaggio forte dagli osservatori che ha aiutato a creare un messaggio di confidenza a essere più ambiziosi”, ha sottolineato. “Sono 190 paesi con obiettivi e priorità differenti. Non sono solo priorità ambientali ma anche sociali ed economici”, spiega. Per De Giovanetti conferenze come quella di Glasgow sono “essenziali”. “Non uscirà da questa Cop26 un nuovo accordo che sostituirà Parigi”, ha aggiunto. Ad ogni modo, è il momento di essere ambiziosi. “Spero non sia troppo tardi, ma è compito di tutti noi come cittadini impegnarsi a ridurre le emissioni CO2 e attuare le misure necessarie”.

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