
"Speriamo pertanto che quanto deciso dal Consiglio di Stato possa contribuire a sbloccare i negoziati, purtroppo orientati per ora su conclusioni insufficienti. Ci riferiamo in particolare all'imposizione dei lavoratori frontalieri e all'accesso al mercato italiano da parte degli operatori finanziari svizzeri."
È quanto si può leggere nella lettera inviata ieri dal Governo ticinese al capo della Segreteria di Stato per le questioni internazionali, Jacques De Wattewille, per annunciare l'abbandono della richiesta del certificato dei carichi pendenti per il rilascio o il rinnovo dei permessi B e G, una lettera riportata sull'edizione di oggi del Corriere del Ticino.
Il Governo si dice "fiducioso che l'attenta riflessione operata venga percepita come un passo positivo, e come una presa di coscienza circa la relazione di fatto stabilita dalla controparte italiana tra questa misura straordinaria in ambito di sicurezza e le trattative fiscali in corso tra la Svizzera e l'Italia."
In pratica il Consiglio di Stato ha voluto fare un gesto di distensione, con l'obiettivo di rilanciare le trattative con l'Italia e, possibilmente, ottenere un risultato migliore.
Il Governo ribadisce infatti che "alla luce dell'attuale tasso di riversamento del 38,8%, una imposizione del 70% disattende le aspettative del Consiglio di Stato, espresso chiaramente nel febbraio 2014."
"Allo stato attuale dei negoziati si sembra orientati ad un risultato che favorisce fortemente la controparte italiana (con maggiori entrate fiscali) e non risponde alle aspettative ticinesi" scrive ancora il Governo, il quale ritiene inoltre "che l'accesso al mercato italiano da parte degli operatori finanziari svizzeri sia una condizione centrale dell'accordo italo-svizzero. Un suo declassamento risulta quindi per noi difficilmente comprensibile, alla luce poi di quanto raggiunto questa estate tra Svizzera e Germania sullo stesso tema. Ne discende una palese disparità di trattamento tra aree economiche svizzere e tra partner economici esteri."
Resta comunque in vigore la richiesta dell'estratto del casellario giudiziale. Per una valutazione dell'impatto della misura, promessa da Norman Gobbi per l'autunno, il Governo spiega che occorrerà più tempo, con particolare riferimento agli aspetti giuridici.
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