Cerca e trova immobili
Ticino
"Speravo che l'auspicio del Parlamento potesse convincere qualche collega"
"Speravo che l'auspicio del Parlamento potesse convincere qualche collega"
"Speravo che l'auspicio del Parlamento potesse convincere qualche collega"
Redazione
8 anni fa
Il presidente del Governo Claudio Zali contava su un blocco parziale dei ristorni. "Bene che qualcosa si stia comunque muovendo"

Nulla da fare per la proposta del consigliere di Stato Claudio Zali di vincolare una parte dei ristorni – circa 25 milioni di franchi – alla realizzazione di opere transfrontaliere come i posteggi per car pooling nell’olgiatese o la messa in sicurezza della statale in Valle Vigezzo: il Governo ha infatti deciso a maggioranza di versarli interamente a Roma, come previsto dall'accordo italo-svizzero del 1974.

La decisione, ha spiegato il Governo in una nota, "ha tenuto conto delle decisioni espresse dalle Regioni Lombardia e Piemonte di confermare la propria disponibilità a elaborare un documento progettuale congiunto ("roadmap"), che preveda l’utilizzo dei ristorni per realizzare opere infrastrutturali, di protezione dell’ambiente e a favore della mobilità transfrontaliera".

"La roadmap è una strada che stavamo percorrendo comunque - ha spiegato Zali a Ticinonews - Certo avrei preferito arrivare al tavolo delle trattative con blocco parziale dei ristorni". Blocco parziale che il presidente del Governo ha specificato essere una richiesta tutt'altro che eccessiva: "Non si è trattato di una richiesta eclatante. Il soldi sarebbero confluiti in opere di interesse pubblico e ricordiamo che non è in ballo solo la sicurezza dei cittadini svizzeri. Sono comunque soddisfatto che qualcosa si stia muovendo, in particolare per quanto riguarda la Statale34".

Come già accaduto in passato, la maggioranza relativa leghista si è trovata in minoranza. "Speravo che l'auspicio dato dal Parlamento potesse essere raccolto da qualche collega di Governo", ha ammesso Zali. A prevalere, come noto, è stata invece la 'linea morbida'

Nei prossimi mesi il Consiglio di Stato concorderà con il Consiglio federale un piano di azione per favorire l’entrata in vigore del nuovo accordo fiscale tra Svizzera e Italia. Un dossier in sospeso da diverso tempo che sembra ben lungi dall'essere evaso. "Per noi come Governo è difficile incidere quando è palese che l'Italia è molto reticente a percorrere questa strada strada. Confidiamo nel Consigliere federale a noi vicino per una soluzione almeno a medio termine", ha concluso Zali.

nic

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata