
Aveva appena 13 anni, all’epoca dei fatti, la “mente” del gruppo di ragazzi che ha effettuato delle spedizioni punitive contro adulti intenzionati ad avere rapporti sessuali con minorenni. Lo riferisce la Rsi, esponendo alcuni dettagli che aiutano a delineare il quadro della vicenda.
I contatti con gli adulti
Il giovane reclutava le persone da “punire” su vari siti di incontri e chattava poi con loro su Whatsapp e Instagram. Successivamente altri due minori, un ragazzo e una ragazza, fungevano da “esca” per le vittime e si occupavano anche di accoglierle sul luogo degli incontri (appartamenti o parchi di Lugano). In quel momento intervenivano quindi gli aggressori che, oltre alle percosse, infliggevano agli uomini caduti in trappola umiliazioni quali sputi, urina e scritte sul volto. Le botte venivano riprese e, in alcune situazioni, le vittime hanno anche dovuto consegnare del denaro.
Una ventina di episodi
Tra riusciti e tentati, si contano in totale una ventina di casi nel periodo compreso tra gennaio e maggio. I reati ipotizzati dalla magistratura dei minorenni sono lesioni gravi, aggressione, coazione, rapina, estorsione e sequestro di persona. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione degli adulti.

