
Prima ancora dell'ingresso in aula, il processo che si apre oggi alle Assise criminali per la sparatoria di Agno aveva fatto parlare di sé, con un terremoto che ha scosso la Magistratura ticinese. Sarà Moreno Capella e non più Margherita Lanzillo a rappresentare l'accusa nei confronti dell'uomo che la mattina di domenica 7 agosto 2022 sparò al figlio con un fucile a canna mozza. Davanti alla Corte presieduta dal giudice Mauro Ermani, l'imputato deve rispondere dell'accusa principale di tentato assassinio. La vittima aveva riportato gravi ferite.
Il furto
Nei giorni precedenti la sparatoria, il figlio allora 22enne aveva rubato alla nonna almeno 50'000 franchi, mai recuperati. I colpi sparati ad Agno furono l'epilogo di un alterco fra padre e figlio, scoppiato a seguito del furto. L'imputato, difeso dall'avvocata Letizia Vezzoni, sostiene che gli spari siano partiti accidentalmente.
L'accusa di minaccia
Fra le altre accuse di cui deve rispondere l'uomo, un abitante di Rovio, ci sono infrazione alla legge federale sugli stupefacenti, infrazione alla legge federale sulle armi, ma anche minaccia. Quest'ultima imputazione, come riportato dalla Rsi, che cita l'accusa, si riferisce a un episodio risalente alla primavera 2022, quando l'uomo imbracciò un fucile per allontanare tre persone presentatesi nel suo magazzino di Melano per reclamare degli attrezzi.
Sostituzione in zona Cesarini
Come detto, il procedimento odierno ha già fatto discutere. Una settimana fa si è appreso che il rappresentante della pubblica accusa sarà il sostituto procuratore generale Moreno Capella. La titolare dell'inchiesta, la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo, aveva inizialmente chiesto la ricusa del giudice Mauro Ermani, presidente della Corte, che considerava prevenuto nei suoi confronti. La richiesta di Lanzillo non era però stata accolta perché ritenuta tardiva.

